Un giornale che, dopo essere stato letto, invece di finire nel cestino può essere strappato, messo nella terra e annaffiato. Qualche giorno dopo, al posto delle pagine, possono comparire i primi germogli. Non è un progetto futuristico. È quanto accadde in Giappone con il Green Newspaper del Mainichi Shimbun, esperimento editoriale che ancora oggi continua a circolare sui social, spesso però raccontato in maniera molto diversa dalla storia originale.
L’idea resta sorprendente: trasformare un prodotto destinato ad avere una vita brevissima, il quotidiano, in qualcosa capace letteralmente di mettere radici.

Il Green Newspaper del Mainichi Shimbun
La storia risale al 4 maggio 2015, giorno in cui in Giappone si celebra il Midori no Hi, il Greenery Day, festa nazionale dedicata alla natura.
Per l’occasione il Mainichi Shimbun organizza a Tokyo il progetto Green Holiday Tokyo e realizza un’edizione speciale di quattro pagine utilizzando carta riciclata contenente semi di fiori.
Non si tratta soltanto di una trovata grafica. Le pagine sono pensate per avere una seconda vita: dopo la lettura possono essere spezzettate, sistemate nel terreno e annaffiate.
Nella carta sono incorporati cinque tipi differenti di semi. Anche i contenuti seguono il tema della giornata, con articoli dedicati all’ambiente e alla natura.
Durante l’evento vengino distribuite gratuitamente 1.500 copie del particolare giornale.

Come può un giornale trasformarsi in un piccolo giardino?
Il principio è quello della cosiddetta seed paper, la carta piantabile.
La carta da recuperare viene trasformata nuovamente in pasta di cellulosa e al suo interno vengono inseriti piccoli semi. Una volta asciutta può essere utilizzata per realizzare biglietti, cartoline, confezioni e, nel caso del Mainichi, persino pagine di giornale.
Il Green Newspaper conteneva semi di diverse varietà floreali, tra cui papaveri, bocche di leone e margherite inglesi.
Il gesto previsto per il lettore era volutamente semplice: leggere, strappare la carta, interrarla e bagnarla.
In questo modo il giornale non comunicava soltanto un messaggio ecologico attraverso gli articoli. Era il giornale stesso a diventare parte del messaggio.

La storia vera è diversa da quella diventata virale
C’è però un particolare importante. Negli anni la vicenda è stata ripresa migliaia di volte sul web fino a trasformarsi in qualcosa di diverso. Ancora oggi si trovano post secondo i quali il Mainichi Shimbun stamperebbe normalmente il proprio quotidiano su carta contenente semi, permettendo ogni giorno ai lettori di piantarlo dopo averlo letto.
Non è così. Lo stesso Mainichi Shimbun ha successivamente chiarito che il Green Newspaper fu un’edizione speciale realizzata per l’iniziativa del 4 maggio 2015 e che il progetto non è diventato il normale sistema di stampa del quotidiano.
Anche il numero di diversi milioni di copie attribuito in alcuni racconti al “giornale piantabile” nasce da una confusione con i dati di diffusione del quotidiano tradizionale. Le copie distribuite durante l’evento furono 1.500.

Quando la pagina continua a vivere dopo la lettura
Il progetto giapponese pone infatti una domanda che riguarda direttamente il futuro della carta stampata: che cosa può diventare una pagina quando ha terminato la propria funzione?
La seed paper esiste da tempo e oggi viene utilizzata soprattutto per cartoline, partecipazioni, packaging e materiale promozionale. Portarla dentro un quotidiano significò però ribaltare uno degli oggetti più effimeri dell’editoria. Un giornale nasce per raccontare ciò che accade oggi e rischia di essere già vecchio domani.
Quello del Mainichi aveva trovato un modo decisamente originale per prolungarne la storia: dopo le notizie, restavano i fiori.











