A Km 0 è un’espressione che fa parte del linguaggio quotidiano. La usiamo per indicare la frutta e verdura dell’orto oppure l’energia elettrica autoprodotta. Se la utilizziamo per definire qualcosa che macina distanze enormi, diventa un paradosso ironico che assume un significato tutto nuovo.

Stiamo parlando di una piccola biblioteca che viaggia a bordo di un pullman insieme al suo autista, un uomo che grazie al suo lavoro ha imparato ad apprezzare i libri e li ha trasformati nei suoi compagni di strada. Nelle pause dalla guida legge romanzi, saggi e acquisisce cultura. La sua passione, però, va oltre e come lui viaggia fuori dai confini del suo abitacolo.

All’interno di un autobus lussuoso, Valerio Lovera ha allestito uno spazio dedicato alla lettura dove il passeggero può scegliere un volume e trascorrere il tempo senza per forza ingannare le ore dormendo con l’orecchio schiacciato contro il finestrino, giocando con lo smartphone o fotografando ogni curva panoramica per postare le immagini su Instagram.

Valerio, originario di Savigliano in provincia di Cuneo, da trent’anni passa la maggior parte della sua vita a bordo di grandi mezzi di trasporto. Oggi, alla guida di un lussuoso pullman turistico, percorre l’Italia e l’Europa in lungo e in largo. Negli spostamenti accompagna persone di ogni genere e nazione e non perde l’occasione di regalare e ricevere un po’ di cultura.

Lo abbiamo incontrato accanto alla sua biblioteca A Km 0.

A km 0 la libreria che viaggia in autobus. Foto gentilmente concessa da Valerio Lovera
Valerio Lovera l’ideatore della biblioteca A km 0, la libreria che viaggia in autobus. Foto gentilmente concessa da Valerio Lovera

Autista di lungo corso, ma all’occorrenza anche custode di storie. Valerio Lovera, come si racconta a chi sale sul suo mezzo e compie un viaggio insieme a lei?

Caratterialmente sono molto timido, affido agli altri l’iniziativa di comunicare con me. Il cliente sale i gradini dell’autobus e scruta l’autista. All’inizio mi limito a ricambiare i saluti e lascio scoprire a piccole dosi chi sono. Ho notato che, da quando ho inserito questa piccola libreria, scatta immediatamente la voglia di conoscermi meglio. Parlare di libri diventa quasi il trait d’union per farlo.

Non c’è bisogno di enfasi nell’approccio: gli amanti della lettura sanno anche e soprattutto ascoltare.

A km 0 la libreria che viaggia in autobus
A km 0 la libreria che viaggia in autobus
Foto gentilmente concessa da Valerio Lovera

Raccogliere tanti libri in uno spazio limitato è affascinante, ci racconti com’è fatta la sua biblioteca A Km 0: quanti titoli ha in catalogo e quali generi abbraccia?

I generi in catalogo sono i più disparati: dai gialli ai thriller, dai romanzi rosa ai grandi classici. Poi ci sono alcune biografie, tra cui quelle di atleti non professionisti. Una parte è dedicata ai più piccoli: fumetti e brevi storie. Mi piace che A KM 0 ci siano libri di autori locali che inevitabilmente faticano ad arrivare al grande pubblico; trovo giusto dare loro visibilità. Insomma, un pochino per tutti i gusti. C’è anche una piccola sezione dedicata ai libri in lingua straniera, inglese e francese per ora, presto aggiungerò qualcosa in spagnolo.

C’è tanto materiale e lo spazio è poco. Ho installato una scaffalatura comoda ai viaggiatori davanti alla seconda rampa di scale: qui i libri sono in bella vista. Quelli per i ragazzi li ho sistemati nella stessa zona ma più in alto: uno spazio limitato ricavato nella cappelliera. Ma la maggior parte dei volumi è ordinata in un comodo cassetto a disposizione dei più esigenti e curiosi e da cui attingo per sostituire a turno i titoli sulla mensola in esposizione.

A Km 0 porta con sé una sottile ironia per un’ubicazione che viaggia continuamente. Qual è la reazione dei passeggeri quando salgono a bordo e scoprono i libri al posto, o in aggiunta, ai soliti dépliant e pubblicità turistiche?

Ho battezzato la libreria chiamandola A Km 0, un modo di dire che molte aziende usano ed è venuto alla ribalta un paio di decenni fa e non è ancora passato di moda. Trovare libri a portata di mano facendo con essa centinaia e, a volte, migliaia di chilometri mi pare appropriato e accattivante. Ed è qui che scatta la curiosità dei passeggeri: la loro reazione è decisamente positiva.

Un autobus da turismo deve rispettare rigide regole di spazio e sicurezza. Come vengono custoditi i volumi durante il viaggio, tra curve e frenate?

Lo stile di guida è il primo ingrediente per attuare al meglio la ricetta di un viaggio sereno. I miei colleghi e io cerchiamo sempre di raggiungere l’obiettivo governando al meglio i mezzi ma, a volte, gli imprevisti possono capitare. Come già detto la parte più cospicua della biblioteca è relegata in un cassettone, mentre altri tomi sono custoditi in una scatola nei bauli. Il più vulnerabile agli imprevisti è l’espositore. Grazie ad alcune ventose e a un tappetino antiscivolo resta ben ancorato.

A km 0 una parte della libreria che viaggia in autobus
A km 0 una parte della biblioteca che viaggia in autobus
Foto gentilmente concessa da Valerio Lovera

Per realizzare questa idea avrà dovuto innanzitutto esporla alla ditta per cui lavora e che le ha affidato il mezzo: come è stata accolta l’iniziativa?

L’azienda per cui lavoro tende a dare in dotazione un mezzo a ogni autista. Si crea di fatto un legame quasi indissolubile, sicuramente personale  tra noi e il nostro pullman. Sono tante le settimane, i mesi e gli anni che passiamo in simbiosi con esso. Ognuno di noi lo personalizza con le proprie manie o affezioni. Il tacito assenso con cui i nostri datori di lavoro avallano i vari miglioramenti mi fa pensare che ne siano contenti.

Conosce qualcuno che in qualche modo ha seguito il suo esempio?

Finora no, anche se sono cosciente di aver suscitato curiosità tra gli addetti ai lavori. Sono però soprattutto le guide locali e i vari accompagnatori i primi a stupirsi piacevolmente e a constatare l’unicità della biblioteca viaggiante A Km 0.

Il lavoro di conducente alterna lunghe ore di grande concentrazione alla guida e momenti di attesa nei parcheggi dei siti turistici o durante le soste in albergo. Come ha influito questo ritmo di lavoro nella decisione di “aprire” la biblioteca a bordo?

I libri mi hanno accompagnato nelle attese che questo mestiere comporta. Viaggiando in Europa ho visto piccole biblioteche ovunque: in vecchie cabine telefoniche, dentro a frigoriferi, in parti di piccole imbarcazioni dismesse e innumerevoli altre tipologie. Tra i viaggiatori molti salgono a bordo con un libro. Ho miscelato tutto ciò e mi son detto: «Perché non creare una piccola biblioteca sul bus?»  E così quattro anni fa è nata A Km 0.

Le è capitato di intavolare conversazioni sulla lettura con i viaggiatori che arrivano già con un loro libro nello zaino?

Certamente, ed è la parte che preferisco. Sono momenti di crescita collettiva.

Cosa cambia nell’atmosfera a bordo quando i passeggeri si concentrano sulla lettura anziché guardare lo schermo di un telefonino?

La pace. Scherzo! Ognuno si ritaglia la propria zona di comfort e per molti sono proprio i libri a crearla. A volte mi chiedono perfino di spegnere la musica in sottofondo… Fortunatamente chi si concentra sui dispositivi fa buon uso di cuffie.

Lei trasporta turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Nella biblioteca A Km 0 ci sono anche libri in lingue straniere?

Sono pochi per ora, ma ci sono. Ho intenzione di ampliare la sezione. Mercatini o negozi dell’usato sono i miei “spacciatori” preferiti.

In che modo la presenza di libri multilingue aiuta ad accorciare le distanze culturali tra le persone a bordo, facendo sentire tutti davvero A km 0?

A Km 0 - La biblioteca che viaggia - Il Quaderno delle firme
A Km 0 – La biblioteca che viaggia – Il Quaderno delle firme
Foto gentilmente concessa da Valerio Lovera

Moltissimo! Alcuni passeggeri stranieri provano, magari per sfida, a leggere volumi in italiano. A queste persone propongo libri semplici, quelli per i ragazzi, così da avere anche la soddisfazione di capire cosa stanno leggendo. I libri creano da sempre legami. Con essi cadono barriere e pregiudizi.

A margine di tutto ciò ho anche un quaderno delle firme dove i clienti/passeggeri possono siglare il loro passaggio sul mezzo. Molte frasi scritte in queste righe sono di apprezzamento per il mio piccolo progetto.

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