Il primo romanzo gotico nacque da un falso libro italiano del Cinquecento

Nel dicembre del 1764 arriva nelle mani dei lettori inglesi uno strano libro, quello che sarà poi considerato secoli dopo il primo romanzo gotico. Sul frontespizio compariva un titolo, The Castle of Otranto, A Story, seguito da informazioni capaci di trasformare immediatamente il volume in una piccola scoperta antiquaria. Il testo, si spiegava, era stato tradotto in inglese da un certo William Marshal a partire dall’originale italiano del Cinquecento di Onuphrio Muralto, canonico della chiesa di San Nicola a Otranto.

Un autore italiano dimenticato, dunque. Un’opera antica riportata alla luce dopo secoli. Peccato che Onuphrio Muralto non fosse mai esistito. E Neppure William Marshal era il traduttore che dichiarava di essere.

Dietro entrambi si nascondeva Horace Walpole, nato a Londra il 24 settembre 1717, scrittore, collezionista, antiquario e figlio di Robert Walpole, allora primo primo ministro britannico.

Horace Walpole ritratto da Joshua Reynolds nel 1756 autore del primo romanzo gotico
Horace Walpole ritratto da Joshua Reynolds nel 1756 immagine pubblico dominio

Un libro del 1764 che pretendeva di arrivare dal Cinquecento

La messinscena prosegue nella prefazione. Il presunto traduttore racconta che l’opera era stata ritrovata nella biblioteca di un’antica famiglia cattolica dell’Inghilterra settentrionale. L’originale sarebbe stato stampato a Napoli in caratteri gotici, nel 1529; la data della composizione restava invece incerta.

Dunque Walpole, in pratica, inventa la storia editoriale di un libro inesistente. Crea un autore, un traduttore, una provenienza, un’antica famiglia che lo avrebbe conservato e persino una presunta edizione napoletana.

Il volume pubblicato a Londra reca sul frontespizio l’anno 1765. La prima tiratura è quindi contemporanea ai suoi lettori, mentre tutto il dispositivo che la circondava cerca di convincerli che quelle pagine provengano da un passato lontano .

Una scena de Il castello di Otranto tratta da un'edizione tedesca del 1794Public domain
Una scena de Il castello di Otranto tratta da un’edizione tedesca del 1794
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Un falso editoriale dichiarato soltanto in seguito.

The Castle of Otranto comincia con un evento che ancora oggi possiede una forza quasi cinematografica.

Manfred, principe di Otranto, sta preparando il matrimonio del figlio Conrad con Isabella. La cerimonia però viene sconvolta da un’apparizione assurda e terribile: un gigantesco elmo precipita e schiaccia Conrad. Da quel momento il castello sembra perdere qualsiasi rapporto stabile con la realtà, diventando parte della minaccia.

Compaiono armature enormi, apparizioni, profezie, passaggi sotterranei, porte, fughe, identità nascoste.

Molti critici considerano The Castle of Otranto il primo romanzo gotico e collocano proprio in quell’opera l’inizio di una tradizione destinata a svilupparsi per secoli.

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Un trucco  che funziona abbastanza bene da poter essere abbandonato.

Con la seconda edizione del 1765, Walpole rivela la propria paternità e cambia il  modo di presentare il libro. Il titolo diventa The Castle of Otranto, A Gothic Story. 

Quell’ aggettivo avrà una storia enorme. Nella nuova prefazione Walpole spiega anche l’esperimento letterario che aveva tentato: voleva mettere insieme due forme di romanzo, quello antico dominato dall’immaginazione e dal meraviglioso, e quello moderno, maggiormente legato alla rappresentazione della vita e dei comportamenti umani.

Il falso autore italiano poteva quindi scomparire. Aveva già svolto il proprio compito.

La villa di Strawberry Hill in un acquerello di Paul Sandby, contemporaneo di Walpole romanzo gotico Public domain

La villa di Strawberry Hill in un acquerello di Paul Sandby, contemporaneo di Walpole
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Prima del castello di Otranto c’era Strawberry Hill

Per capire quanto fosse profonda l’ossessione di Walpole per il gotico bisogna uscire dal romanzo ed entrare nella sua casa. Nel 1747 acquista Twickenham, lungo il Tamigi, una proprietà allora conosciuta come Chopp’d Straw Hall. Negli anni successivi la trasforma in qualcosa di completamente diverso: torri, merli, vetrate, decorazioni, stanze ispirate all’architettura medievale.

Nasce Strawberry Hill, quella che Walpole stesso immaginava come il proprio “piccolo castello gotico. Aveva costruito l’atmosfera che avrebbe poi messo sulla pagina.

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