Dicono che un italiano, in media, legga circa 200 libri in tutta la sua vita. Certo, può sembrare una cifra enorme o bassissima in base alle proprie abitudini di lettura. Per certe persone, però, resterà sempre molto bassa se messa in relazione a un altro dato: quello della quantità di libri acquistati. Dopotutto si sa, leggere libri e fare shopping di libri sono due passatempi diversi e la libreria di un lettore spesso straborda proprio per questa ragione. Oggi parliamo parliamo proprio del lettore-cacciatore intento a predare ogni libreria del circondario.

Il lettore-cacciatore
La mente di questa particolare tipologia di lettore è semplice: inondata dall’adrenalina, non si appagherà finché la missione di acquistare quel libro così introvabile non sarà completata. Il lettore-cacciatore ribalterà librerie, mercatini, mercati, con il solo scopo di appagare il suo bisogno di trovare qualcosa che probabilmente non troverà mai. I libri, meglio se rari o difficili da reperire, sono la sua ossessione, il suo obiettivo nella sua vita da accumulatore. Perché, ovviamente, dopo aver completato la missione e aver avuto la sua bella scarica di dopamina, il libro finirà nella libreria domestica e attenderà anni prima di essere letto. E così, a ripetizione, finché la libreria stessa inizierà a gridare: “Aiuto!”.
Tsundoku
Questo è il nome della pratica piuttosto comune a ogni lettore-cacciatore. Il termine tsundoku, prodotto della funsione tra le parole giapponesi tsunde-oku (accumulare per un altro momento e andarsene) e dokusho (leggere libri), indicano la tendenza ad acquistare libri e accantonarli in libreria senza leggerli. Il lettore-cacciatore ovviamente li legge, i libri, ma questi devono attendere il proprio momento pazientemente, e spesso questa attesa durerà molto, moltissimo tempo.
Eppure, nel frattempo, il lettore-cacciatore non si trattine mai dal fare una nuova aggiunta alla sua collezione, anzi, si dedica al suo hobby parallelo andando alla ricerca di titoli che scopre su ogni canale possibile di divulgazione libraria: articoli di riviste o giornali, video, post sui social network, librerie, e chi ne ha, più ne metta. Una ricerca che, stipendio permettendo, non finirebbe mai.

La scelta della lettura
Mentre grazie all'”hobby parallelo” la libreria si riempie, il lettore-cacciatore sa di doversi dedicare anche alla lettura degli oggetti del suo desiderio. L’ampia scelta potrebbe paralizzare i meno esperti, ma non lui: sa esattamente cosa contiene la sua libreria e dove trovare i titoli di cui ha più voglia in quel momento. La scelta ponderata avviene tramite un’attenta analisi e valutazione del desiderio del momento, delle necessità da appagare a livello di narrazione e dell’impegno richiesto dalle letture in programma.
Lentamente, ma con frequenza il lettore-cacciatore consuma i suoi libri, li vive, li ama e li odia. Alla fine della lettura, poi, a seconda delle disponibilità di spazio (che è sempre poco) e abitudine, il libro odiato potrà essere scambiato, venduto o riposto nuovamente in libreria, perché, sì sa, ormai fa parte della collezione.

L’antibiblioteca di Eco: come perdonare la nostra natura di lettori-cacciatori
A farci sentire meno in colpa per praticare lo tsundoku accorre in nostro soccorso Umberto Eco, importante semiologo italiano, con il suo concetto di “antibiblioteca”. Coniato nel suo libro “Biblioteca di Babele” del 1989, il termine fa riferimento proprio a quei titoli che fanno parte della nostra libreria e che non abbiamo ancora letto. Li carica, però, di un significato importante: quello di ricordarci che abbiamo ancora tanto da imparare, in maniera quasi infinita, ed è solo leggendo quei titoli che accatastiamo in casa in maniera quasi compulsiva potremo colmare almeno un pochino quel divario di conoscenza.
Conoscere tutto e di tutto è una missione impossibile; ma avere davanti a sé un monito di quanto c’è da sapere, conoscere ed esplorare stimola la curiosità innata di noi lettori tutti, non solo quello di tipo “cacciatore”. Dunque, prendiamo atto del fatto che la sub-specie “lettore-cacciatore”, oltre che avere le mani palesemente bucate, ha ragione su una cosa: più arricchisci la tua libreria, più agevolerai la tua voglia di conoscere il mondo; perché quello che sappiamo è sempre troppo poco.











