Edward Weston: quando le immagini diventano materia

Edward Weston. Foglia di cavolo. La materia delle forme nelle immagini del fotografo

171 immagini per raccontare Edward Weston nella retrospettiva “La materia delle forme”

Le immagini  diventano materia in uno spazio che accoglie il visitatore nella penombra. L’illuminazione è fioca più che soffusa e, passo dopo passo, esalta il contrasto del bianco e nero e permette alle forme di venir fuori dalle immagini stesse. La semi oscurità protegge le vecchie stampe in gelatina d’argento dai danni che l’aggressione inutile di quella stessa luce, un tempo cercata per crearle, potrebbe arrecare loro.

L’atmosfera che ne scaturisce è un incantesimo che cresce, si sviluppa lungo il percorso e racconta i cinque decenni e mezzo della produzione di Edward Weston, uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo.  Una magia che abita tra le sale di CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia, a Torino, dove le opere di Weston resteranno in mostra, in via delle Rosine 18, fino al 2 giugno 2026.

Camera, Torino, Retrospettiva Edward Weston
La materia delle forme a Camera © Andrea Guermani.

Le immagini diventano materia per un dialogo internazionale

Camera nel 2025, secondo i dati  rilasciati da abbonamento musei è il terzo museo più visitato del Piemonte dai propri tesserati. Infatti,  solo nell’esposizione appena conclusa, ha saputo catturare gli sguardi di 45.000 visitatori.

É il nuovo direttore artistico del centro, François Hébel a portare avanti e ampliarne la visione internazionale iniziata nei primi dieci anni del museo.

Camera oggi accoglie le 171 opere di inestimabile valore  di Edward Weston, nella mostra La materia delle forme, curata da Sérgio Mah e già voluta dal predecessore di Hébel, il direttore Walter Guadagnini. In collaborazione con la Fundación Mapfre questa grande retrospettiva giunge per la prima volta in Italia dopo le tappe di Madrid e Barcellona.

 

visitatori alla mostra di Edward Weston La materia delle forme, Camera, Torino 2026
visitatori alla mostra di Edward Weston La materia delle forme, Camera, Torino 2026. foto di A.M.

Il viaggio tra le foto di Edward Weston dove le immagini diventano materia

Weston non accetta compromessi e ancora molto giovane si allontana dal pittorialismo per inseguire il realismo e l’affermazione della figura centrale della straight photography. Consolida uno stile basato sul rigore tecnico, formale e compositivo. Matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risiede nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere, trasforma i soggetti  in immagini di forte intensità visiva, nitide e reali.

Edward Weston - nudo
Nude_(Charis,_Santa_Monica), 1936_by_Edward_Weston
Public Domain

Dai paesaggi all’essenziale, dal carattere epico e smisurato del Messico alla ricerca di qualcosa di più tra gli oggetti di tutti i giorni, persone, vegetali o oggetti comuni che siano, Weston, cerca nel suo lavoro di seguire sempre l’intuito e guardare attraverso i propri occhi e non con essi. Perpetua la valenza estetica del quotidiano. I nudi o le nature morte sono il frutto della ricerca di un’essenza senza tempo tratta direttamente dall’oggetto stesso, veicolo per una sensualità che deriva dal gioco di linee, volumi, contorni e ombre. Non importa quale sia il soggetto, si tratta sempre di immagini di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli.

Le ultime opere dell’artista lasciando trasparire malinconia e decadenza. Qui il tema della fine e della morte contribuisce a delineare un immaginario disilluso e sottolinea il commento intrinseco, sicuramente critico di Weston sul rapporto tra natura e cultura, continuità e cambiamento.

Immagini in movimento per raccontare il fotografo

Edward Weston, fotogrammi dal cortometraggio del 1948
Edward Weston, fotogrammi dal cortometraggio del 1948. Collage eseguito con AI

È un cortometraggio girato nel 1948 da William Van Dyke sulla sceneggiatura di Irving Jacoby della durata di 26 minuti che viene proiettato ad libitum per il visitatore al termine del percorso retrospettivo. Si seguono i gesti consueti e consapevoli del lavoro del fotografo. Si osservano gli oggetti semplici che accompagnano l’artista nelle procedure di stampa.  A Camera si ha il privilegio di assistere all’emozione di Edward Weston: niente per lui è paragonabile al momento in cui l’immagine che ha già visto, e catturato, nel momento dello scatto, quando appare dal nulla durante lo sviluppo.

Il silenzio degli oggetti parla attraverso le fotografie

Si è costretti a rallentare davanti alle fotografie di Weston per assaporarne la perfezione formale, immaginarne il lavoro di esplorazione, carpirne il grande valore culturale che ha siglato la contemporaneità della sua arte.

Weston è sicuramente il pioniere di una visione moderna in cui la fotografia è un linguaggio poetico e intellettuale.

Camera, Torino, Retrospettiva Edward Weston, visitatori
Visitatori osservano le immagini che diventano materia – © Andrea Guermani

Il visitatore della mostra “La materia delle forme” è catapultato all’interno di un’esperienza storica dove le tematiche della fotografia sono state reinterpretate da Weston. Se il fotografo per catturare le immagini ha guardato attraverso i propri occhi, e non con i suoi occhi, chi osserva il suo lavoro deve prestare attenzione non a ciò che vede ma a come lo vede e sperimentare la propria percezione. Gli oggetti rappresentati diventano esperienza personale unica, per ciascuno diversa.

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