Per capire cos’è l’amore dobbiamo abbandonare le grandi definizioni da dizionario e scendere in strada, tra i semafori che tardano a diventare verdi e l’odore del caffè che sale in tutte le case ogni mattina. L’amore non è un incendio, ma una luce di posizione sempre accesa della nostra macchina chiamata “Io”.
L’amore è una domanda che non fa rumore
C’è questa strana idea che l’amore debba essere un’esplosione, qualcosa che ti spettina l’anima e ti lascia senza fiato. Ma a forza di cercare il fiato corto, finiamo per dimenticarci come si respira insieme.
L’amore, quello che resta quando si spengono le luci del palco, assomiglia molto di più a un “ti ho preso il pane” o a un messaggio scritto a metà pomeriggio, senza un motivo preciso, solo per dire che ci sei. È una geometria di attenzioni minuscole, una collezione di “come stai?” detti non per educazione, ma per necessità.

La manutenzione delle piccole cose
Amare non è guardarsi negli occhi per ore come in un film francese degli anni ’60. È guardare lo stesso soffitto e sapere che, anche se fuori il mondo corre e urla, lì dentro c’è un porto sicuro.
Il valore dell’amore sta proprio in quella “manutenzione” necessaria di noi attraverso il saper aspettare che l’altro finisca una frase o nel capire il silenzio che precede una lacrima e ricordarsi come l’altro prende il tè, anche se non lo bevi mai.

La bellezza della fragilità
C’è una bellezza struggente nel farsi vedere per come si è: spettinati, stanchi, un po’ rotti.
L’amore è il coraggio di dire “oggi non ce la faccio” e trovare dall’altra parte qualcuno che risponde “non importa, ci penso io”. È smettere di essere supereroi e riscoprirsi umani, incredibilmente vicini.
”Non serve la luna se non hai qualcuno con cui contare i lampioni sotto casa.”
In fondo, l’amore è l’unica grammatica che conosciamo per non sentirci soli in questa città troppo grande. Non è un traguardo, è il modo in cui camminiamo, un passo dopo l’altro, chiedendoci ogni tanto se la scarpa stringe o se la strada è quella giusta.

Geometria della cura
L’amore non è un’equazione risolta o un manifesto appeso al centro del petto, è piuttosto il rumore della chiave che gira quando fuori è buio e il freddo morde il tetto.
Sono gli occhiali lasciati sul divano, il libro aperto a pagina settanta, è la mano che cerca l’altra mano mentre la pioggia fuori neanche canta.
Non servono grandi promesse di platino, basta chiedere se abbiamo mangiato, se il mondo oggi è stato un po’ cattivo o se il sonno ci ha finalmente perdonato.
Amare significa diventare due punti cardinali nella mappa storta della nostra vita, due solitudini che hanno fatto un patto: lasciare sempre aperta quella porta, amarsi piano, senza fare troppo chiasso, come un segreto condiviso a ogni passo.

E quindi…Cos’è l’amore?
[…] Beh, è la domanda più noiosa, inflazionata, banale che si possa fare. Ma non si può proprio non farla, sarebbe un delitto. E allora, perdiamoci in assurde definizioni, poetiche quanto basta, scontate come da protocollo…
L’amore, alla fine non si schematizza. Non si definisce, si vive. È quello di una madre e di un padre verso un figlio o una figlia, l’amore è quello verso il proprio mondo, l’amore è quello di un sogno verso la sua realtà, l’amore è… mille facce di una stessa figura… complessa, la più complessa… senza regole.”
É ovunque, anche nelle lacrime
“[…] l’amore è ovunque anche nell’odio, anche nella persecuzione, anche, e soprattutto, nelle lacrime. Quanti hanno pianto per amore? Tutti.
Si, proprio tutti, lacrime per quel qualcosa che abbiamo chiamato “Amore”, ma che forse non lo era, ma che in quel momento rappresentava il nostro “Tutto”.
“[…] Ecco, forse l’amore è questo, l’amore è tutto quello che ci fa sentire vivi, che ci fa sentire degni di stare al mondo, che ci fa continuare a soffrire per raggiungerlo.”

Amore è …essere sè stessi.
“[…] E allora, amore e amare significano essere se stessi, fino in fondo, fino all’ultimo battito e respiro, significa scoprire e rincorrere il proprio “Io”, la propria natura, giusta o sbagliata che sia, vera o falsa o senza senso, ma la nostra.
Amare significa alzarsi la mattina e sognare ancora di dormire, di volare, di correre e rincorrere i nostri sogni, amare significa che ogni gesto che facciamo è fatto con il cuore e rappresenta noi stessi. Mai e poi mai la nostra giornata dovrebbe essere scandita da tempi e azioni non nostre… mai.

Occorre essere ciò che si è, non ciò che ci si impone
Noi dobbiamo essere quello che vogliamo essere, e non quello che ci siamo imposti di essere.
Non importa se questo richiederà il capovolgimento della nostra vita, non importa se questo ci comporterà litigi e disperazione, l’importante è non scendere mai a compromessi con la nostra vita, o con chi vuole costruire, modellare la nostra vita…
Le lacrime scenderanno… ma serviranno per lavare via quello che non è la nostra vera vita, ma solo l’apparenza di una realtà. L’amore è costanza, tenacia, volontà: amare prima se stessi e poi gli altri, solo così potremmo amare la nostra vita.
Amare significa sapere chi siamo, cosa siamo e cosa vogliamo, amare significa non mollare mai nel bene e nel male e, soprattutto, significa non smettere mai di urlare al mondo IO SONO, VOGLIO ESSERE E SARÒ, il protagonista della mia vita.
Ognuno procede a tentativi, a fare l’Io nella propria vita.
E provare è dolore e gioia allo stesso tempo, provare è sofferenza e risultati, è vivere. – Passi Tratti dal libro “Come stai”.
L’ emozione non sta nel “ti amo”, ma nel vuoto che l’altro riempie senza nemmeno accorgersene.










