Safety covers: copertine di sicurezza per non far sapere che libri leggiamo

Una copertina serve a rendere un libro riconoscibile. Deve attirare lo sguardo, suggerire un argomento, raccontare qualcosa ancora prima che il lettore abbia aperto la prima pagina. Ma che cosa accade quando proprio quella copertina rischia di esporre chi la porta con sé? Dal 21 luglio 2026 la casa editrice britannica Jessica Kingsley Publishers ha reso disponibili le copertine di sicurezza o Safety Covers, sovraccoperte removibili che possono essere applicate sopra la veste originale di un libro. Non mostrano il titolo, l’autore o l’argomento del volume e permettono al lettore di decidere chi possa sapere che cosa sta leggendo.

L’idea sembra semplice: nascondere una copertina con un’altra copertina. Dietro questa soluzione, però, si trova una realtà molto meno semplice. Non tutte le persone possono leggere apertamente un libro sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sull’autismo, sulla neurodivergenza o sulla salute mentale senza rischiare domande, giudizi, pressioni familiari o conseguenze più gravi.

una mano che tiene un libro con safety covers

Cosa sono le Safety Covers

Le Safety Covers sono sovraccoperte cartacee rimovibili. Il lettore può inserirvi il proprio volume, coprendone completamente la grafica originale. All’esterno rimane soltanto un’illustrazione decorativa che non offre indizi sull’argomento del libro. Non si tratta quindi di edizioni alternative o di libri ristampati con titoli differenti. È un accessorio separato, trasferibile da un volume all’altro, che permette di conservare il contenuto originale senza mostrarlo all’esterno.

La grafica è stata affidata a Vaquero Azul, artista Two-Spirit con origini Otomí, Maya e Taíno, il cui lavoro si concentra sul tema trans e sulle culture indigene messicane e mesoamericane. La casa editrice ha voluto evitare sia simboli chiaramente associabili ai contenuti LGBTQIA+, sia una veste talmente anonima da apparire sospetta. Il risultato è una copertina decorata e apparentemente normale, ma priva di riferimenti espliciti al libro che contiene.

esempio di safety covers foto da sito Jessica Kingsley Publishers
esempio di safety covers foto da sito Jessica Kingsley Publishers

Una casa editrice specializzata nei temi più personali

Fondata nel 1987, Jessica Kingsley Publishers pubblica libri dedicati ai temi di cui abbiamo detto prima quindi autismo, neurodiversità, salute mentale, assistenza sociale, adozione, genitorialità, identità di genere e sessualità.

Il catalogo comprende quindi numerosi libri che non vengono letti soltanto per curiosità o studio. Possono aiutare una persona a interrogarsi sulla propria identità, riconoscere un’esperienza, comprendere un disagio oppure cercare le parole con cui parlarne.

Ed è proprio qui che una copertina può diventare problematica. Un adolescente che porta a casa un libro sull’identità trans potrebbe essere costretto a spiegare una parte di sé per la quale non si sente ancora pronto. Una persona che sospetta di essere autistica potrebbe non volerlo comunicare ai colleghi durante il tragitto in treno. Chi cerca informazioni sulla salute mentale potrebbe semplicemente desiderare che quella ricerca rimanga privata.

Non sempre si tratta di paura o di pericolo. A volte è soltanto il diritto di non dover spiegare.

pila di libri

Privacy e libertà di lettura

L’American Library Association considera la privacy la base dell’autonomia intellettuale. Una persona dovrebbe poter leggere, riflettere e sviluppare le proprie convinzioni senza essere osservata o sottoposta a una sorveglianza indesiderata. Quando questa riservatezza viene meno, può verificarsi un effetto dissuasivo: il lettore evita determinati libri per paura di essere giudicato.

Anche l’International Federation of Library Associations lega la libertà di accesso all’informazione al rispetto della privacy degli utenti. Biblioteche e servizi informativi non devono soltanto mettere i libri a disposizione, ma permettere alle persone di consultarli senza discriminazioni e senza intrusioni indebite nelle loro scelte

Non soltanto identità di genere

Sebbene il progetto sia nato soprattutto dalle conversazioni con lettori LGBTQIA+ e neurodivergenti, il tema riguarda molti altri ambiti. Una persona potrebbe desiderare discrezione mentre legge un libro sulla dipendenza, sulla violenza domestica, sull’infertilità, sul lutto, sui disturbi alimentari o su una malattia.

Anche un testo dedicato alla separazione, all’adozione o alle difficoltà familiari può rivelare qualcosa che il lettore non vuole condividere con estranei, amici o colleghi.

Safety Covers una piccola copertina che pone una grande domanda

Le Safety Covers non elimineranno il pregiudizio e non fermeranno le discriminazioni. Possono però consentire a qualcuno di leggere un libro che altrimenti avrebbe lasciato sullo scaffale.

Una società può dichiararsi favorevole alla cultura e, nello stesso tempo, creare ambienti nei quali alcune letture diventano pericolose. Le “copertine di sicurezza” proteggono il lettore dallo sguardo altrui. La vera sfida, però, rimane costruire un mondo nel quale nessun libro debba essere nascosto per poter essere letto.

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