Gialli nordici: perché il genere noir pullula in Scandinavia?

Gialli nordici paesaggio

Quando si parla di romanzi gialli, dopo i classici Simenon e Christie, la scena contemporanea è indubbiamente dominata dai gialli nordici. Svezia, Norvegia, Islanda, Finlandia e Danimarca conquistano il primato del noir, con scrittori di fama internazionale. Camilla Läckberg, Jo Nesbø e Stieg Larsson sono solo alcuni degli autori nordici arrivati al successo grazie al thriller.

Questo tipo di romanzo nasce verso la fine degli anni ’60 nell’Europa del nord, grazie agli svedesi Sjöwall e Wahlöö e la loro serie sull’ispettore Beck, e prende sempre più piede.

Il genere giallo è diffusissimo nei paesi scandinavi e sforna di continuo romanzi, autori e sottogeneri. Ma qual è la formula magica e come mai la combo nord-noir funziona così bene?

Le nazioni del nord Europa sono rinomate per il loro ottimo stile di vita, gli indici di benessere sociale puntualmente impeccabili a ogni rilevazione statistica. La Finlandia si è guadagnata per diversi anni il premio di paese più felice del mondo e l’Islanda è conosciuta per la miglior equità e parità di genere d’Europa. Gli stipendi nordici sono conosciuti per essere molto cospicui, l’equilibrio vita-lavoro e alcuni modelli educativi del nord Europa sono presi a esempio da diversi paesi. Che sia questo terreno fertile per la scrittura?

Thriller e critica sociale

Ma c’è un ma. Si sente spesso dire che l’apparente perfezione di queste società ottimizzate nasconda tassi di solitudine e alienazione tra i più alti, e che la realtà sia più opaca di quanto sembri. È vero che i dati su depressione e alcolismo sono più alti che in Italia, ma non risultano sempre omogenei, e i primi posti sono condivisi con altri paesi.

Che si tratti di falsi miti o di percezioni reali, si può dire che i gialli nordici cerchino di smascherare le contraddizioni delle loro società. Il contrasto tra pubblico e privato è presente in qualsiasi paese, ma è forse ancora più accentuato nelle culture più composte e introverse, in cui l’espressione dell’individuo rimane relegata nel privato.

Gli ingredienti dei gialli nordici

Il nordic noir si distingue per l’attenzione a temi quali disuguaglianze e violenza domestica, trattati con sguardo quasi giornalistico. Affonda le sue radici nel romanzo di critica sociale e delle istituzioni. I primissimi esemplari compaiono in Scandinavia verso la fine del XIX secolo, quando Edgar Allan Poe vi viene tradotto e diffuso. Il grande romanzo sociale, iniziato in Francia da Zola, si declina in nord Europa con sfumature più cupe, e cerca di analizzare le falle della società additando il delitto come un sintomo di malattia collettiva.

L’ambientazione gioca poi senza dubbio un ruolo chiave. Inverni lunghi, paesaggi innevati e burrascosi, celi plumbei e tante ore di buio forniscono lo scenario perfetto in cui ambientare polizieschi e storie di delitti misteriosi. Il fascino del nord ha qualcosa di pittoresco e macabro a un tempo. Chiunque ne sarebbe facilmente suggestionato, e chissà, magari anche ispirato a prendere in mano la penna.

Hamnoy Norvegia isole Lofoten
Il paesaggio di Hamnoy, Isole Lofoten, Norvegia

In tempi recenti il successo dei thriller del nord è stato poi amplificato dalle trasposizioni su schermo. Dopo i film tratti dalla celebre trilogia del Millennium di Stieg Larsson, tante le serie TV ambientate tra fiordi e temperature glaciali. I romanzi di Viveca Sten hanno ispirato la serie Gli omicidi di Åre, L’uomo delle castagne è tratto dall’omonimo giallo danese, e la BBC ha reinterpretato i thriller di Henning Mankell.

Negli ultimi prodotti si lascia anche più spazio alle vicende personali dei detective, agganciando il pubblico con gli intrighi paralleli delle loro vite private.

Insomma il vento gelido del nord ha conquistato e continua a conquistare lettori e telespettatori. Attratti da segreti e crimini irrisolti, ci si fa coinvolgere da storie e paesaggi freddamente lugubri ma altrettanto magnetici.

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