Cartoline e lettere: narrazioni da vacanza
Anni ‘60 e ‘70: nel mese di giugno, con l’arrivo dell’estate, studentesse e studenti lasciano i quaderni e si dedicano ad altri tipi di scrittura. Lettere e cartoline diventano parte integrante delle vacanze. Nel paesino di campagna, nel centro turistico in montagna, sulle spiagge affollate e piene di musica dei juke-box degli stabilimenti balneari, i tavolini dei bar accolgono torme di autrici e di autori di frasi di saluto e notizie stringate.

La magia a scoppio ritardato delle cartoline illustrate
Gli espositori di cartoline girano vorticosamente per mostrare le immagini del luogo. Carta da lettere e buste sono fra gli articoli più venduti. I raccoglitori di francobolli delle tabaccherie si aprono e si chiudono senza sosta. E chi resta a casa attende che la cassetta della posta nell’androne del palazzo si riempia di notizie colorate e di frasi brevi oppure di racconti più articolati che portino un po’ di aria di mare o di lago nelle città pressoché deserte.

Dalla cartolina alla foto “scatta-e-invia”
Prima dell’arrivo dei cellulari con fotocamera, alla fine degli anni ‘90, e prima che il loro uso entrasse nel nostro quotidiano dal 2007 in avanti, gli scorci, i monumenti e i panorami da inviare ad amici e parenti dai luoghi di villeggiatura erano opera di fotografi professionisti che vendevano le proprie immagini ai tipografi o agli editori i quali stampavano cartoline illustrate di ogni tipo, da quelle puramente turistiche a quelle “ricamate” con il costume tipico della zona, a quelle goliardiche con frasi spiritose e talvolta piccanti.
Biglietti d’auguri: testimonianza di attenzione e tempo dedicato
Oggi ci vuole solo un’immagine carina e a tema, un “inoltra-a-tutta-la-rubrica” oppure ai contatti del gruppo, ed è fatta. L’invio degli auguri per Natale, Pasqua, la Giornata della donna, Ferragosto, per ogni altra ricorrenza che possa venirci in mente è una questione che occupa pochi momenti della nostra giornata.
Eppure c’è chi si ricorda del momento in cui si tirava fuori dal cassetto la rubrica degli indirizzi, si acquistava, soprattutto per Natale e Pasqua, un’abbondante quantità di biglietti con busta e si procedeva, con pazienza e bella scrittura, alla scelta dell’illustrazione adatta e alla compilazione. La pila di buste chiuse veniva affrancata e spedita con anticipo per poter arrivare in tempo ai destinatari.

Hallmark: a disegni e frasi da spedire si affiancano film natalizi e romantici
La Hallmark, un’azienda americana, nata nel 1910, ha fatto dei biglietti d’auguri in busta chiusa il suo prodotto di successo, Oggi la conosciamo anche per i film romantici, per alcune serie celebri e per un lunghissimo elenco di storie televisive natalizie in cui la trama si ripete con infinite varianti e in cui l’ultimo fotogramma, prima della dissolvenza sui titoli di coda, inquadra il bacio tra i due protagonisti.

La carta da lettere: una passione adolescenziale
Prima che dall’Oriente arrivasse lo stile “kawaii”, negli anni ‘70 c’erano Holly Hobbie e Sarah Kay, ragazzine dall’aria timida e dolce, le cui figure dai grandi cappelli e dai vestiti patchwork ornavano la carta da lettere, i diari e moltissimi altri articoli di cancelleria. La carta da lettere e le buste coordinate non potevano mancare sulla scrivania di qualsiasi adolescente ed erano uno dei tipici regali di compleanno.
Fra una lettera e l’altra, con congruo periodo di attesa per il recapito, la scrittura della risposta e la successiva spedizione, nascevano e proseguivano negli anni conoscenze e affetti, le amiche e gli amici di penna erano una categoria che ora non esiste più.

Niente spam, o quasi
Nel fare un confronto tra la nostra cassetta della posta fisica e quella elettronica, possiamo affermare che quella più carica di spam è senz’altro la seconda. Quando la posta era felicemente di carta, ai volantini pubblicitari della svendita in un mobilificio oppure in un negozio di tappeti, si aggiungeva poco altro.
Bollette e comunicazioni ufficiali arrivano anche ora come allora, ma l’apparire di una busta color pastello con decori floreali, di una cartolina, di un biglietto d’auguri, di una partecipazione di matrimonio in pesante carta avorio rendevano l’apertura dello sportellino un momento lieto della giornata.

I francobolli: un po’ di storia
Penny Black è il nome del primo francobollo che nasce nel 1840 nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, Sul piccolo quadratino di carta nero, del costo di un penny, compare il profilo della Regina Vittoria. Prima della riforma postale realizzata da Sir Rowland Hill, era il destinatario e non il mittente a dover pagare al portalettere la corrispondenza al momento della consegna. Con l’uso del francobollo, la posta può essere lasciata in una cassetta anche se chi abita all’indirizzo indicato sulla busta è assente.

I francobolli: collezionisti, album e rari esemplari
Dopo soli 16 anni dalla nascita del Penny Black, le prime riunioni di collezionisti vengono organizzate negli Stati Uniti. Nel 1861 viene pubblicato il primo catalogo. Sulle pagine degli album gli appassionati incollano gli esemplari che provengono da un numero limitato di nazioni.
Successivamente una linguella in carta velina sostituisce la colla e, quando la plastica entra in scena, compaiono gli album con le taschine trasparenti ancora oggi in uso. Tra i francobolli più rari vi sono lo Z-Grill, con il profilo di Benjamin Franklin, e un francobollo hawaiano da 2 centesimi emesso nel 1851.

Le cartoline pubblicitarie: stesso formato, uso diverso
Spesso presenti nei bar, nei locali, negli alberghi, nei teatri, nei bookshop dei musei, le cartoline pubblicitarie, quasi sempre gratuite, hanno sostituito, nella forma ma non nell’uso, la cartolina illustrata.
Sono uno strumento di marketing che, diversamente da un messaggio o da una e-mail, hanno il vantaggio di durare nel tempo, di trasformarsi in segnalibro, di essere collezionate, di mantenere alta l’attenzione sul prodotto o sul servizio a cui si riferiscono.

Lettere a pagamento da uno sconosciuto
Ormai da alcuni anni sono presenti, specialmente negli Stati Uniti, servizi a pagamento che prevedono l’invio a cadenza mensile di una lettera che contiene una storia a puntate e materiale cartaceo che si riferisce alle vicende narrate: biglietti di viaggio, adesivi, ritagli di giornale, fotografie, ricette.
Letters from Home permette di scegliere fra quattro differenti generi letterari. Letters from Afar è invece dedicato agli animi avventurosi che desiderano ricevere lettere da ogni parte del mondo con racconti di viaggio e materiali coordinati.

Curiosità
– In provincia di Trento, a Isera, si può visitare il Museo della Cartolina “Salvatore Nuvoli” che ospita oltre 35.000 cartoline di genere storico e turistico con particolare riferimento al Trentino-Alto Adige.
– Su una cartolina postale risalente a prima del 1905 è stato trovato un messaggio d’amore segreto al di sotto del fracobollo usato per affrancarla.
– Dal 2004 si svolge a Milano il Festival delle Lettere. Il festival prevede ogni anno un concorso a tema. Al concorso si partecipa con una lettera rigorosamente scritta a mano.
– A Parigi, presso le due sedi del Café Pli, sorseggiando una bevanda è possibile scrivere una lettera a sé stessi da farsi recapitare in futuro, scegliendo anche il tempo di consegna.











