Cosa lasciamo dentro i libri: i curiosi segreti degli oggetti dimenticati 

cosa lasciamo dentro i libri

Tutti, almeno una volta, abbiamo aperto un libro senza avere un segnalibro a portata di mano. La soluzione arriva quasi sempre da ciò che si trova nelle vicinanze: uno scontrino, un biglietto del treno, una cartolina, la lista della spesa, un foglietto piegato.

Poi il libro viene chiuso. Passano i giorni, magari gli anni. Finisce su uno scaffale, viene prestato, regalato, venduto a un mercatino oppure donato a una biblioteca. E quel piccolo oggetto resta lì.

una lettera tra gli oggetti nascosti nei libri

Cosa lasciamo nei libri: ottomila vite nascoste tra le pagine

Alla Biblioteca centrale di Vienna questa abitudine è diventata addirittura una collezione. Per oltre vent’anni la bibliotecaria e artista Claudia Bitter ha conservato gli oggetti recuperati nei volumi restituiti dagli utenti. Alla fine sono diventati circa 8.000.

Dentro i libri sono stati trovati biglietti del parcheggio, fotografie, lettere d’amore, prescrizioni, ricevute vecchie di decenni, fotografie di matrimoni e decine di altri oggetti utilizzati come segnalibri improvvisati. Una selezione è stata trasformata nel 2024 in una mostra dal titolo Help, We’re Trapped – From the World of the Objects Left Behind in the Books.

La cosa interessante è proprio ciò che manca: quasi mai conosciamo la persona alla quale apparteneva l’oggetto.

Il libro conserva il frammento e perde la storia completa.

oggetti nascosti nei libri

Cosa lasciamo dentro i libri. Dai fiori secchi alle lettere mai spedite

Il fenomeno compare continuamente nelle librerie dell’usato. Michael Popek, libraio statunitense, inizia a fotografare gli oggetti recuperati nei volumi acquistati dal negozio di famiglia e crea il progetto Forgotten Bookmarks.

Tra le pagine ha trovato ricette, fotografie di famiglia, biglietti, lettere, quadrifogli, vecchie pubblicità e perfino un certificato di matrimonio del 1899 custodito in una Bibbia del 1850. La raccolta è diventata nel 2011 anche un libro, Forgotten Bookmarks: A Bookseller’s Collection of Odd Things Lost Between the Pages.

Anche la Oakland Public Library, in California, conserva da anni una raccolta di materiali recuperati nei libri restituiti. L’idea nasce dalla bibliotecaria Sharon McKellar, che inizia a mettere da parte note, fotografie, disegni e foglietti invece di gettarli. Quegli oggetti sono poi diventati un progetto pubblico e una mostra.

oggetti nascosti nei libri

Quando il libro diventa un archivio involontario

Per gli studiosi di storia della lettura questi dettagli hanno un valore particolare.

Ricostruire il rapporto tra un lettore del passato e un libro è difficile. Registri delle biblioteche, lettere, diari e cataloghi possono indicare quali opere una persona possedeva o prendeva in prestito. Le tracce materiali raccontano qualcosa di diverso: mostrano come quel libro è stato utilizzato. Gli studiosi della storia della lettura utilizzano marginalia, annotazioni e altre testimonianze materiali per cercare di ricostruire le pratiche dei lettori del passato.

Ogni copia può quindi diventare diversa da tutte le altre. Perché il testo stampato rimane identico, mentre il passaggio attraverso le mani delle persone lo trasforma. Abbiamo inventato segnalibri di stoffa, carta, metallo, legno e plastica. Eppure continuiamo ostinatamente a infilare nei libri lo scontrino del supermercato.

Condividi articolo
Facebook
X