Il silenzio del mare, di Vercors: un libro dal fascino clandestino

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Giulio Einaudi aveva ragione: Natalia Ginzburg è stata una lettrice formidabile. Spesso s’innamorava visceralmente di un libro senza spiegare esattamente il perché, eppure riusciva quasi sempre a interpretare i bisogni dei lettori. È merito suo, infatti, e del suo infallibile intuito da editor, se in Italia è stato pubblicato Il silenzio del mare di Vercors, di cui lei stessa ha curato la traduzione per la casa editrice Einaudi nel 1945 (l’ultima edizione, sempre per Einaudi, è del 2015).

copertina del libro Il silenzio del mare di Vercos

Il silenzio del mare: un’uscita in clandestinità

Le silence de la mer — questo il titolo originale — è un piccolo capolavoro di 90 pagine, che deve parte del suo fascino alla rocambolesca vicenda editoriale di cui è stato protagonista. Uscito in Francia nel 1941, durante l’occupazione nazista, è stato stampato e diffuso clandestinamente in 350 copie su una rivista impegnata a promuovere e sostenere la Resistenza contro l’avanzata tedesca. Rimane uno dei piú intensi documenti morali della nostra epoca.

Il silenzio del mare è un racconto che si consuma tra le mura di un salotto, ma il suo respiro va oltre: è la cronaca di una resistenza silenziosa, la prima scintilla di opposizione francese all’ombra dell’invasore tedesco. I personaggi non sono che ombre, figure fragili di un tempo travolto dalla guerra, eppure in quella quiete ostinata si cela una forza incrollabile. Tradotto in ventuno lingue, è diventato ovunque emblema di un’eroica intransigenza, capace di fiorire persino nell’animo più umile.

Jean Bruller e il generale de Gaulle

Scritto sotto pseudonimo, il romanzo ha avuto da subito un successo insperato, al punto che il generale de Gaulle lo ha fatto paracadutare sull’Inghilterra perché fosse da incitamento ai soldati. Mentre Radio Londra, dai suoi microfoni, cercava di convincere il misterioso autore a uscire allo scoperto.

Vercors, infatti, è il nom de plume scelto dal disegnatore francese Jean Bruller (1902-1991), quando decide di prendere parte all’impresa editoriale. Per il suo esordio letterario sceglie di raccontare lastoria di una parola negata“, un episodio minore, se vogliamo, nel mare magnum di spunti che poteva suggerire il contesto bellico, ma capace di superare la prova del tempo senza perdere un grammo di attualità.

Lapide commemorativa per Vercors autore de il silenzio del mare, sotto al Pont des Arts, a Parigi, sulla rive gauche.
Lapide commemorativa sotto al Pont des Arts, a Parigi, sulla rive gauche. Foto Di Als33120 – Opera propria, CC BY-SA 4.0,

Il silenzio del mare: quando il silenzio diventa dissenso

Convinto che la più alta forma di ribellione sia sempre il risultato di una scelta ragionata e consapevole, secondo Vercors il silenzio può diventare un efficace strumento di dissenso, pertanto, non deve essere considerato una forma di resa o sottomissione. Anzi, l’indifferenza è la più alta forma di disprezzo (e, il più delle volte, la risposta migliore).

Come fanno i grandi libri del passato, Il silenzio del mare consegna così ai posteri una lezione valida ancora oggi: ci insegna il valore della coerenza, soprattutto verso noi stessi. Ci incoraggia a esercitare un pensiero critico e indipendente senza remore di comodo, perché, come dichiara uno dei suoi protagonisti: «Il successo è poca cosa accanto a una coscienza pulita».

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