Palazzo Madama a Torino: duemila anni di storia tra le torri

Palazzo Madama, Torino, Vista notturna sulle torri medievali

Palazzo Madama è molto  più di un museo. É in effetti uno dei luoghi in cui pulsa la storia di Torino fin dalle sue origini, un libro in pietra, marmo e mattoni dove leggere le epoche che scorrono dal tempo dei romani fino ai nostri giorni. Di Torino raccontiamo spesso che è il salotto elegante dove il barocco esplode nella più signorile delle sue manifestazioni. Camminando tra le vie abbiamo il privilegio di trovarci laddove ha avuto inizio il Risorgimento e l’Unità d’Italia. Percepiamo che la città di oggi vuole essere un polo proiettato verso un futuro tecnologico al di là della fantascienza.

Ma cosa è stata Torino, prima di tutto questo?

Palazzo Madama, il castello ritrovato

Lunedì 26 gennaio 2026, ha preso il via un ciclo di approfondimenti, dal titolo Il castello ritrovato che promettono di cambiare il modo in cui i Torinesi, e non solo, guardano la città.

Quattro conferenze organizzate nel cuore di Palazzo Madama guidano chi ascolta attraverso il percorso di una vera e propria restituzione storica.

Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano
Il professor Giovanni Carlo Federico Villa e la dottoressa Cristina Maritano alla conferenza del 26 gennaio 2026 . Foto di Antonella Manduca

Il primo appuntamento, condotto dal Direttore Giovanni Carlo Federico Villa e dalla conservatrice Cristina Maritano, ha messo subito in chiaro le cose: Palazzo Madama non è solo la dimora barocca delle Madame Reali. Prima del marmo di Juvarra, c’era un castello medievale, e prima del castello, una porta romana.

Palazzo Madama, portale d’accesso per un salto spazio-tempo

Le parole dei professori Villa e Maritano rimbalzano sulle dorature dei fregi e gli affreschi del salone delle feste. D’un tratto lo spazio temporale si dilata per catapultarci nel primo secolo d.C., quando i Romani che abitano Augusta Taurinorum costruiscono qui una delle quattro porte d’accesso all’impianto urbano a castrum. La Porta Decumana infatti viene eretta e conta due torri poligonali a sedici lati che inquadrano quattro ingressi ad arco, due centrali per i carri e due laterali per i pedoni. La situano sul decumano massimo a rappresentare il limite della città romana verso il Po.

Salone delle feste Palazzo Madama a Torino
Salone delle feste di Palazzo Madama, foto di Antonella Manduca

La trasformazione in castello avviene nel medioevo. La Porta Decumana cambia aspetto e prende il nome di Porta Fibellona. Filippo d’Acaia addossa alle torri romane due torri a base quadrata e realizza il nuovo rivestimento in cotto della corte interna. Da qui in avanti le trasformazioni seguono veloci il corso della storia. Ludovico d’Acaia allarga la pianta dell’edificio e aggiunge altre due torri simmetriche a quelle romane. Il castello muta  e diviene una residenza principesca dotata di camere da letto, un salone per le feste, una grande cucina e un giardino.

Palazzo Madama custodisce i tesori e la memoria del tempo.

La dottoressa Cristina Maritano ha saputo dare un volto a questi secoli mostrando immagini di oggetti meravigliosi appartenuti a chi, prima delle Madame Reali di Savoia, ha calpestato questi luoghi o può averli visitati. Scorrono le slide non solo di reperti, ma di veri indizi della vita di corte. D’un tratto il castello smette di mostrarsi come una fortezza austera finalizzata a scopi militari e diventa un luogo di lusso e quotidianità.

I resti della porta romana, sulla quale sorge Palazzo Madama a Torino
I resti della porta romana, sulla quale sorge Palazzo Madama a Torino, Georgius LXXXIX via Wikimedia Commons

Il castello ritrovato: un nuovo percorso museale

Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026.

Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di alcune parti di questo edificio.

La Corte Medievale è stata oggetto di un nuovo allestimento scenografico che propone una ricostruzione del perduto porticato trecentesco sul lato ovest e una valorizzazione dello spazio connesso alla Porta Romana, arricchito da reperti di età romana e tardo-antica.

Un viaggio appena iniziato

Questo è stato solo il primo passo. Il castello ha ancora molto da raccontare e il ciclo di conferenze prosegue per tutto l’inverno sempre di lunedì alle 17: il 2 febbraio: Andrea Longhi, Politecnico di Torino, ci parlerà del cantiere permanente di un castello vulnerabile e adattivo. Il 16 febbraio: Simonetta Castronovo, storica dell’arte, e Maria Paola Ruffino, ricercatrice in storia e critica d’arte, ci faranno entrare nelle stanze medievali parlando di mobili, oggetti preziosi e tessuti del Castello di Torino tra il Tre e Quattrocento. Il 9 marzo: Paolo Buffo e Barbara Turchetta dell’Università degli studi di Bergamo useranno la tecnologia per ricreare gli ambienti scomparsi dai documenti d’archivio alla ricostruzione 3D per ridare vita a un castello medievale.

Palazzo Madama, Torino, facciata dello Juvarra
Palazzo Madama, Torino, facciata dello Juvarra, Ste73ve, via Wikimedia Commons

La facciata juvarriana e le torri del palazzo

Esco dal palazzo che è già sera e non posso far altro che avvolgere con lo sguardo Palazzo Madama. Guardo con occhi diversi il contrasto tra la facciata in marmo del grande Filippo Juvarra e le torri in mattoni, testimoni di civiltà e personaggi sconosciuti o illustri, custodi consapevoli di un’eredità millenaria.

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