Marjane Satrapi: la potenza dell’autobiografia a fumetti

Di Gawain78 - catturato personalmente dall'autore sotto indicato, senza apportare alcuna modifica. licenza CC

La fumettista, regista e sceneggiatrice iraniana Marjane Satrapi ci ha lasciato il 4 giugno 2026 a soli 56 anni. Il comunicato della famiglia dichiara che “Marjane Satrapi è morta di dolore un poco più di un anno dalla scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita”. Dopo una permanenza trentennale in Francia, da metà aprile di quest’anno viveva in una clinica a Monaco di Baviera.

Un dolore profondo, quello dell’autrice, attribuibile a quel tipo sensibilità artistica capace di raccontare esperienze personali dalla portata universale.

Marjane Satrapi tra Iran Austria e Parigi: da senzatetto a regista

Nasce nel 1969 a Racht, in Iran da una  famiglia di origini nobili. L’infanzia liberale e serena di Marjane è interrotta  dalla rivoluzione khomenista, detta anche “rivoluzione islamica” del 1979. Per proteggerla dal regime teocratico i genitori la mandano in Austria a studiare. Lì frequenta un instituto d’arte a Strasburgo, per poi iscriversi all’università alla facoltà di tecnologia, che non termina.

Vissuto un periodo difficile da senzatetto, afflitta da dipendenze, ritorna successivamente in Iran e concludere gli studi. Lì si sposa, per poi divorziare e trasferirsi a Parigi nel 1994, dove avvia la sua carriera artistica come fumettista, regista e sceneggiatrice.

Sposa in seconde nozze Mattias Ripa, sceneggiatore, attore e scrittore svedese che ha contribuito alle diffusione delle opere della moglie tramite la traduzione e il lavoro condiviso sulle trasposizioni cinematografiche. Dopo la perdita del marito, Marjaneha trasformato il dolore in sostegno creando la Fondazione Cinematografica Mattias e Marjane Ripa-Satrapi per supportare gli studenti stranieri di cinematografia a Parigi.

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Marjane Satrapi Cannes 2008(Cropped). Licenza CC

Marjane Satrapi: le opere edite

L’incontro con altri fumettisti, tra cui Pierre-François Beauchard, Christophe Blain, Joann Sfar, Lewis Trondheim ed Émile Bravo, ha influenzato il percorso di Marjane, a livello stilistico e di scelte artistiche.

Tra il 2000 e il 2003 esce in 4 volumi Persepolis, l’opera che la rende nota al grande pubblico.

Un’autobiografia dolorosamente incisiva, d’impatto e di ampio interesse. Infatti, nel 2007, in sala arriva il film d’animazione, adattamento del graphic novel creato insieme a Vincent Paronnaud, premiato a Cannes e ai César e candidato all’Oscar nel 2008.

A seguire scrive “Il Velo di Maia“(2003), “Taglia e cuci“, uscito nel 2004, nel 2005 “Pollo alle prugne“, nel 2011 “Il Sospiro“. Successivamente, si dedica alla regia: l’adattamento cinematografico de “Il Sospiro” (2011), “La Bande des Jotas” (2012), “The Voices” (2014) e la biografia di Marie Curie “Radioactive” (2019).

Ultima ma non per importanza è “Donna, vita, libertà” (2023), scritto in concomitanza con le proteste per l’uccisione da parte della polizia morale iraniana di Mahsa Amini, semplice ragazza colpevole di non aver indossato correttamente il velo in pubblico.

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Persepolis: la forza dell’autobiografia a fumetti

Il grande successo dell’autrice rimane comunque Persepolis. Un’autobiografia a fumetti di grandissimo impatto emotivo e valore culturale, in grado di raccontare una cultura e una rivoluzione intrecciandola alla sua storia personale. L’autrice narra la sua infanzia divisa da un prima e un dopo netti, segnati dall’anno 1979, dalla monarchia alla teocrazia sciita di Khomeini.

Il cambio di abitudini, l’obbligo del velo, la scuola mista che diventa solo femminile. Infine, l’allontanamento dalla famiglia, in un tentativo disperato di proteggerla da una società che non rispecchia i valori con cui era stata cresciuta. Un’adolescenza turbolenta, lo sforzo di cavarsela da sola a un’età in cui non ci si dovrebbe preoccupare di sopravvivere. Un amore tossico, dipendenze e una morte scampata.

Insomma, una storia intensa e densa di significato universale.

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