Tra Settecento e Ottocento le segnalazioni di presunti vampiri sono ovunque: racconti di defunti che tornano a tormentare familiari e vicini. Le comunità reagiscono aprendo le tombe.
Dentro le bare si cercano indizi: sangue attorno alla bocca, corpi che sembrano conservarsi troppo bene, capelli e unghie apparentemente cresciuti. Una volta interpretati come prove di vampirismo, quei segni portano alla mutilazione e al rogo dei resti. Il sospetto trasforma il cimitero in un luogo d’indagine e il cadavere in un imputato incapace di difendersi.

-The Anatomy Lesson of Dr Nicolaes
Tulp (1632) – licenza CC
Vampiri: da Rhode Island al regno d’Austria
Il 17 marzo 1892, a Exeter, nel Rhode Island, alcuni uomini disseppelliscono le donne della famiglia Brown. Cercano nel corpo dei morti la spiegazione di una malattia che sta consumando i vivi. Non lo ammettono, ma cercano vampiri.
Mercy Lena Brown ha diciannove anni quando muore, nel gennaio precedente. Suo fratello Edwin peggiora e qualcuno sospetta che una delle parenti defunte continui a nutrirsi della sua vita. Il padre autorizza l’esumazione. Un medico e un cronista assistono alle operazioni. Il corpo di Mercy, morto da poco e conservato dal freddo, appare meno decomposto degli altri: per chi cerca un colpevole, è abbastanza.
Centotrentasette anni prima, nei territori degli Asburgo, un altro medico affronta lo stesso problema: convincere i vivi a lasciare in pace i morti. Si chiama Gerard van Swieten ed è il medico personale di Maria Teresa d’Austria.

Il medico di Maria Teresa contro la paura dei morti
Originario dei Paesi Bassi, van Swieten è chiamato a Vienna e, su incarico di Maria Teresa, esamina i presunti fenomeni di vampirismo segnalati in Moravia.
Il suo lavoro affronta soprattutto un equivoco: un corpo conservato non dimostra che il morto sia ancora attivo. Le condizioni della sepoltura possono modificare i tempi della decomposizione; ciò che appare straordinario agli occhi dei testimoni richiede un esame delle circostanze materiali.
Van Swieten raccoglie e valuta testimonianze, oppone spiegazioni naturali alle interpretazioni soprannaturali. Le sue osservazioni confluiscono in un testo dedicato alle apparizioni e al vampirismo.
Nel 1755 un decreto imperiale rende punibili le profanazioni delle tombe compiute con il pretesto di difendersi dai vampiri. Aprire una sepoltura e distruggere un corpo non potevano dipendere dal sospetto dei vicini.

Statua raffigurante Gerard Van Swieten
Mercy Brown, una famiglia consumata dalla malattia
Oltre un secolo dopo, dall’altra parte dell’Atlantico, la paura prende il volto di una ragazza che in famiglia chiamavano Lena. La tubercolosi ha già ucciso sua madre e sua sorella maggiore. Anche il fratellino Edwin si ammala.
Mercy muore nel gennaio 1892. Alcuni abitanti convincono George Brown a far esaminare i corpi delle donne per individuare la presunta responsabile delle condizioni del figlio. La successione dei lutti diventa, agli occhi di chi crede al ritorno dei morti, un rapporto fra aggressore e vittima.
Il cuore bruciato e il fratello che non guarisce
Nel cuore di Marcy viene trovato sangue coagulato e decomposto. Il medico presente riconosce nei polmoni i segni della tubercolosi, ma la spiegazione non ferma il rituale. Gli organi vengono bruciati e le ceneri somministrate a Edwin nella speranza di salvarlo
Il giovane muore il 2 maggio 1892. . La distruzione dei resti di Mercy non ha interrotto la malattia. Per Mercy, invece, il passaggio dalla cronaca alla letteratura sarebbe avvenuto davvero. H. P. Lovecraft richiama l’episodio nel racconto The Shunned House. L’idea che la ragazza abbia ispirato anche la Lucy di Dracula, invece, resta un’ipotesi da distinguere dai fatti documentati.

Due medici davanti allo stesso sospetto
Accostare van Swieten e Mercy Brown permette di osservare una distanza che il calendario, da solo, non spiega. Nel 1755 un medico cerca di sottrarre i cadaveri alle interpretazioni superstiziose. Nel 1892 un altro medico assiste a un esame durante il quale i segni della malattia non bastano a convincere chi spera in una soluzione diversa.
Fra le due vicende cambiano i luoghi, le istituzioni e le conoscenze disponibili. Resta riconoscibile il meccanismo del sospetto: il corpo viene interrogato per confermare una paura già presente.











