Gli scrittori sanno divertirsi, non solo inventando storie e avventure su carta (o sullo schermo di un computer). Di sicuro ne è capace Jules Verne, a dispetto di un ritmo di lavoro piuttosto serrato che lo vuole alla scrivania per gran parte del giorno, con brevi pause solo per dedicarsi ai pasti e per ricevere amici e giornalisti nella casa di Amiens, nell’Alta Francia.
D’altronde, considerata la produzione di decine di romanzi, non potrebbe essere altrimenti. Oltre ai celeberrimi ll giro del mondo in 80 giorni o Ventimila leghe sotto i mari, c’è la serie dei Viaggi straordinari che da sola conta 54 libri.

Jules Verne: l’anticipatore
Una delizia per i lettori di tutte le età che però richiede attente ricerche e studi: tra le pagine Verne mischia sapientemente avventura e progresso scientifico, fino ad anticipare scoperte che arriveranno solo anni dopo la commercializzazione dei suoi libri.
Per riuscirci raccoglie informazioni, articoli di giornali, pubblicazioni scientifiche, incontra esperti e viaggiatori famosi. È il suo modo di fare letteratura: qualcosa destinato alle nuove generazioni, ma capace di educare, instillare in loro la curiosità per il sapere.

Verne e il ballo in maschera del 1877
Ecco, questo signore, che nei ritratti esibisce una barba severa e uno sguardo divertito, organizza una festa in maschera. Un ballo, per giunta. Sul sito del Museo a lui dedicato a Nantes esiste la documentazione dell’evento. In grande stile, va detto.
È il 1877 e Jules, assieme alla moglie Honorine, spiega:
“Il lunedì di Pasqua abbiamo organizzato un ballo in maschera. Con 700 inviti spediti. Alla fine hanno accettato in 350. L’intera città non parla d’altro”.
C’è da crederci. Amiens all’epoca, come ora, è un vivace centro francese: a fine ‘800 conta circa 80mila abitanti.
Il più illustre è di sicuro lo scrittore, di solito riservato come ogni intellettuale che si rispetti. Ma la festa in programma si annuncia davvero impegnativa: per l’occasione il Salone Saint-Denis viene decorato a tema.

Nadar anticipa l’allunaggio del 1969
E i costumi? Traggono ispirazione dai personaggi dei “Viaggi Straordinari”, a testimonianza del successo di pubblico dell’opera. All’apice della festa il fotografo e amico Nadar (pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon) esce dalla una riproduzione della navicella “Dalla terra alla luna”. Anticipando l’allunaggio del 1969.
In fondo Nadar che ispira il celebre Michel Ardan è, come Verne, uno sperimentatore con un talento nell’anticipare i tempi: è lui, per intenderci, che ospita la mostra d’esordio degli impressionisti nel suo studio parigino e che costruisce una delle prime mongolfiere.

1885, il secondo ballo in maschera a casa di Jules Verne
Le feste in maschera devono piacere ai Verne. Memori del successo, ripeteranno l’esperienza nel 1885, come testimonia un manifesto promozionale conservato nella Biblioteca di Amiens. Questa volta l’appuntamento è a casa dello scrittore. Il tema: i viaggi, ancora. Per l’occasione il numero 2 di rue Charles Dubois viene trasformato in una grande locanda dal sapore internazionale.
E i padroni di casa si presentano travestiti da osti, mentre gli ospiti indossano costumi provenienti da varie nazioni. Peccato non possedere una macchina del tempo.











