L’ESTATE a CAMERA è piena di colore: Harry Gruyaert e Werner Jeker

L’ESTATE a CAMERA. TV shots - Harry Gruyaert

L’Estate a CAMERA è piena di colore e inizia il 18 giugno in Via delle Rosine numero 18, a Torino, con qualche giorno in anticipo rispetto al calendario gregoriano.

Tra le sale di CAMERA – Centro Italiano per la fotografia – la prima retrospettiva italiana dedicata a Harry Gruyaert, accompagna il visitatore in un viaggio di emozioni contrastanti. Queste, pur partendo dagli occhi, scatenano in chi si ferma davanti alle opere, un susseguirsi di sensazioni che impegnano tutto il corpo.

L’estate a CAMERA tra le opere di un maestro del colore

Organizzata in ordine cronologico, la retrospettiva, realizzata dal direttore artistico François Hebel, celebra l’esplosione di un cromatismo che si impone all’interno di un universo fotografico in bianco e nero a partire dagli anni Settanta.

L’utilizzo del colore non si riduce a pura descrizione, una sorta di bianco e nero colorato come è pensato fino a quel momento. Diventa piuttosto una creazione percettiva ed emotiva.

Lo schermo delle prime TV a colori funziona con l’antenna a baffi. Basta spostarla leggermente ed ecco che le immagini cambiano aspetto. Harry Gruyaert chiede al suo assistente di spostare i baffi e cattura le immagini che si susseguono. L’uomo sulla luna, le Olimpiadi e commedie televisive diventano composizioni vibranti e astratte, diventano icone di una nuova cultura visiva dominata dal colore.  In TV Shots si trova una specie di premonizione sull’utilizzo del linguaggio inedito e ipnotico della televisione.

Il viaggio di Gruyaert

L’ESTATE a CAMERA. Harry Gruyaert, MOROCCO. Essaouira. Amusement stands near the beachfront. 1988
MOROCCO. Essaouira. Amusement stands near the beachfront. 1988

Il viaggio di Gruyaert continua e attraversa Francia, Belgio, poi il Marocco e il Sud del mondo, vera rivelazione visiva e riscoperta. Successivamente si snoda tra i paesaggi industriali, astratti e rigorosi, incontra l’Est e l’Ovest dove convivono paradossi e confronti in cui il colore diventa uno strumento di lettura politica e sociale. Gruyaert propone poi una visione essenziale nella sfida visiva dei litorali dove sabbia, mare e orizzonte costituiscono immagini minimali e sospese che giocano con luce e variazioni cromatiche.

Il punto ideale per concludere un viaggio è nei luoghi di transito per eccellenza, gli Aeroporti. Qui la luce artificiale restituisce colori intensi e netti tra presenze fugaci.

Kodachrome, Cibachrome o Digitale?

Harry Gruyaert controlla la croma delle stampe alla mostra L’ESTATE a CAMERA
Harry Gruyaert controlla la cromia delle stampe alla mostra L’ESTATE a CAMERA
ph. a.m.

Ognuna delle stampe di Harry Gruyaert è di grande qualità. Che siano esse in Kodachrome, Cibachrome o Digitale, a seconda dei periodi del suo lavoro, sono un crescendo di colori e di dettagli.

Photo Typo di Werner Jeker nella Project Room di CAMERA

Il corridoio collega le sale colme di colori senza filtri di Gruyaert all’ala opposta e prepara il visitatore a entrare nella Project Room di CAMERA. Qui regna sovrano il rigore visivo. Il graphic designer svizzero Werner Jeker interviene sull’immagine con un equilibrio audace e raffinato: Photo Typo è la mostra dedicata ai manifesti fotografici dove Jeker risolve in modo sublime lo storico conflitto territoriale tra fotografi e grafici. Jeker rappresenta un caso unico nel panorama del graphic design contemporaneo: considerato tra i più importanti cartellonisti della sua generazione, ha sviluppato un linguaggio visivo in cui fotografia e tipografia si fondono, superano la semplice funzione comunicativa del manifesto e lo trasformano in una vera opera grafica autonoma.

L’ESTATE a CAMERA, Werner Jeker - Photo Typo
L’ESTATE a CAMERA, Werner Jeker – Photo Typo -Ph Andrea Guermani

L’esposizione Photo Typo raccoglie circa 70 manifesti selezionati tra gli oltre 800 della sua carriera.

Ho chiesto a Werner Jeker se prova sempre emozione quando vede il suo lavoro terminato, la risposta è stata: «Amo moltissimo il mio lavoro.»

La voce del colore

La voce del colore. Le parole e le forme del colore in fotografia, in programma per il 30 settembre è uno degli eventi che completano l’estate colorata di CAMERA. L’interrogativo di partenza è potente: se per Gruyaert il colore è emozione, struttura dello spazio e luce che si fa materia, come si può trasmettere tutta questa intensità a chi non può vederla con gli occhi?

L’appuntamento organizzato da CAMERA, in collaborazione con Tactile Vision Lab, è dedicato all’accessibilità culturale e all’analisi dei linguaggi visivi. Per Gruyaert il colore è soggetto e struttura stessa dell’opera per arrivare a comprendere attraverso quali codici.  Attraverso parole e soluzioni tecnologiche è possibile trasmettere l’emozione e l’intensità del colore a un pubblico di persone cieche e ipovedenti. L’appuntamento intende superare la concezione dell’accessibilità intesa come adempimento istituzionale, proponendola come un’opportunità di ricerca multidisciplinare in cui la fotografia dialoga con le scienze dell’educazione e la progettazione inclusiva.

L’estate a CAMERA sarà colorata e immersa nella potenza visiva

L’ESTATE a CAMERA: Harry Gruyaert e Werner Jeker
Harry Gruyaert e Werner Jeker alla mostra L’ESTATE a CAMERA.
Ph. a.m.

L’estate di CAMERA a Torino sarà colorata e immersa nella potenza visiva. Le mostre dedicate a Harry Gruyaert e a Werner Jeker aprono le porte al pubblico giovedì 18 giugno e saranno visitabili fino al 4 ottobre 2026 negli spazi torinesi di Via delle Rosine 18. Un’occasione preziosa che culminerà con l’esclusiva masterclass La geometria del colore tenuta dallo stesso Gruyaert dal 30 settembre al 4 ottobre.

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