C’è stato un tempo in cui pubblicare un libro bello per un bambino poteva sembrare quasi una provocazione. Rosellina Archinto ne ha fatto invece una convinzione editoriale e, per sessant’anni, dimostra di avere ragione.
L’editrice, scomparsa ad agosto 2026 a Santa Margherita Ligure all’età di 93 anni, ha lasciato un segno profondo nella storia dell’editoria italiana, portando nel nostro Paese alcuni dei più importanti autori e illustratori internazionali e contribuendo a cambiare lo sguardo degli adulti sui lettori più piccoli.
Nata a Genova nel 1933 e milanese d’adozione, Rosellina Marconi Archinto si laurea in Economia. La svolta arriva durante il periodo trascorso negli Stati Uniti, dove frequenta la Columbia University e soprattutto scopre nelle librerie di New York qualcosa che in Italia era ancora difficile incontrare: albi per bambini e bambine moderni, curati graficamente, affidati ad artisti e illustratori di grande qualità.
Anni dopo avrebbe ricordato la letteratura infantile italiana dell’epoca parlando di «bambine ricciolute, testi mielosi». Lei desidera tutt’altro: libri prima di tutto belli.

La rivoluzione di Emme Edizioni
Nel 1966 fonda a Milano Emme Edizioni. La “M” richiama Marconi, il suo cognome da nubile.
La casa editrice diventa presto un laboratorio di sperimentazione. Nei suoi cataloghi trovano spazio Maurice Sendak, Leo Lionni, Tomi Ungerer, Eric Carle e Guillermo Mordillo, mentre la Archinto contribuisce alla diffusione internazionale del lavoro di artisti italiani come Bruno Munari, Enzo e Iela Mari, Emanuele Luzzati e Flavio Costantini.
Una delle storie che raccontano meglio la sua intuizione riguarda Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni. Rosellina Archinto aveva scoperto il libro negli Stati Uniti, affascinata da quella storia costruita quasi interamente attraverso forme e colori. Quando inizia la sua avventura editoriale vuole portarlo anche alle bambine e bambini italiani.
Oggi è considerato un classico. Allora appariva sorprendentemente lontano da ciò che molti genitori ritenevano dovesse essere un libro per l’infanzia.Ed è proprio questo il terreno sul quale la Archinto decide di intervenire: il bambino come lettore capace di incontrare arte, bellezza, ironia e linguaggi nuovi.
Accanto agli albi illustrati, Emme pubblica anche testi dedicati alla pedagogia e alla psicologia dando spazio a studiosi come Jean Piaget, Françoise Dolto e Arno Stern.

Dalle lettere degli scrittori a Babalibri
Terminata l’esperienza con Emme, Rosellina Archinto cambia nuovamente direzione senza abbandonare i libri.
Con la casa editrice che porta il suo nome si dedica soprattutto a epistolari, carteggi e testi letterari. Lettere private e corrispondenze di scrittori, poeti, musicisti e intellettuali diventavano libri attraverso cui entrare nella parte meno visibile delle loro vite.
Nel catalogo comparvero autori come Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, André Gide, Ludwig Wittgenstein, Salvatore Quasimodo, Anna Maria Ortese, Truman Capote e Alberto Manguel.
Nel 1999 torna poi alla letteratura per l’infanzia fondando Babalibri, insieme alla figlia Francesca e in collaborazione con l’editore francese L’école des loisirs. Un progetto che porterà nelle case e nelle biblioteche italiane nuove generazioni di albi illustrati.
Nel 2003 il marchio Archinto entra nel gruppo RCS Libri. Dodici anni dopo, a 82 anni, Rosellina Archinto decide di ricomprarlo e di tornare indipendente.
Una scelta che racconta bene il suo carattere e il suo modo di intendere il mestiere dell’editore: scegliere i libri nei quali credere e assumersi la responsabilità di quella scelta.
Babalibri l’ha salutata ricordando una convinzione che attraversa tutta la sua vita professionale: “alle bambine e ai bambini si potevano dare libri belli”. Rosellina Archinto lo aveva capito entrando in una libreria americana più di sessant’anni fa. Poi trascorre una vita intera a dimostrarlo.










