Silent book club: nessuno deve leggere lo stesso libro e nessuno è obbligato a parlare

silent book club persone che leggono

Entrare in un locale con un romanzo sotto il braccio, ordinare qualcosa da bere e trascorrere un’ora leggendo accanto a persone impegnate in libri completamente diversi. Senza domande preparate, scadenze o interventi brillanti da improvvisare. È questa l’idea alla base del Silent Book Club, il gruppo di lettura pensato per chi ama condividere il piacere dei libri senza rinunciare al silenzio.

Il fenomeno viene spesso definito “l’happy hour degli introversi”, ma può conquistare anche lettori socievoli, curiosi o semplicemente stanchi degli incontri troppo strutturati.

persona che legge dentro un locale con un bicchiere accanto insieme ad altre persone
foto licenza CC

Come funziona un Silent Book Club

Ogni partecipante porta il libro che desidera: un romanzo, un saggio, una raccolta poetica, un fumetto oppure un ebook. Nessun titolo viene assegnato in anticipo e non serve arrivare a una determinata pagina prima dell’appuntamento.

La formula varia leggermente da un gruppo all’altro, ma solitamente prevede tre momenti:

  • un breve saluto iniziale;
  • circa un’ora di lettura silenziosa;
  • uno spazio finale facoltativo per conversare o raccontare che cosa si sta leggendo.

Chi preferisce può andarsene al termine della lettura senza partecipare alla discussione. Anche la conversazione, quindi, perde il carattere dell’obbligo. Non occorre preparare commenti, interpretazioni o giudizi critici.

Gli incontri vengono organizzati in biblioteche, librerie, caffè, pub, parchi e musei. Alcuni capitoli scelgono ogni volta un luogo differente, trasformando la lettura in un modo insolito per abitare gli spazi della città.

foto di un silent reADING
foto licenza CC

L’idea nata davanti a un bicchiere di vino

La storia comincia a San Francisco nel 2012. Guinevere de la Mare e Laura Gluhanich avevano preso l’abitudine di incontrarsi in un wine bar del quartiere per leggere insieme. Apprezzavano i gruppi di lettura, ma meno la pressione legata al titolo obbligatorio, alle scadenze e alla necessità di avere sempre qualcosa di intelligente da dire.

Quando altre persone manifestano il desiderio di unirsi a loro, quegli appuntamenti informali diventano un progetto vero e proprio. Il Silent Book Club viene lanciato ufficialmente nel 2015 e si trasforma gradualmente in una rete internazionale.

Oggi il movimento conta migliaia di gruppi distribuiti in oltre 55 Paesi. Le riunioni hanno raggiunto luoghi molto diversi: dai parchi dell’Indonesia alle strade del Sudafrica, fino a un gruppo della Carolina del Sud che organizza sessioni di lettura fra le opere esposte nei musei. Durante la pandemia molti appuntamenti si sono trasferiti online, permettendo ai lettori di condividere il silenzio anche attraverso uno schermo.

Seoul outdoor library esterno
seoul outdoor library  foto CC

Leggere da soli, ma insieme

Il successo dei gruppi di lettura silenziosi nasce da un apparente paradosso. La lettura resta un’attività individuale, mentre la presenza degli altri crea un senso di appartenenza. Non serve intrattenere il gruppo: basta esserci, aprire il proprio libro e leggere.

Questa presenza condivisa può aiutare anche chi fatica a ritagliarsi un momento libero. Sapere che per un’ora tutti faranno la stessa cosa riduce le distrazioni e rende più semplice mantenere l’attenzione. Il principio ricorda il body doubling, pratica nella quale la vicinanza di un’altra persona favorisce concentrazione e continuità, utile anche per alcuni soggetti con ADHD.

Belvedere di San Pietro a Galtellì. Scultura che ricorda il romanzo "Canne al vento" di Grazia Deledda foto licenza CC
Belvedere di San Pietro a Galtellì. Scultura che ricorda il romanzo “Canne al vento”.

Un book club senza compiti

Nei club tradizionali il confronto rappresenta il cuore dell’esperienza. Nel Silent Book Club il legame passa invece attraverso il gesto stesso della lettura. Sullo stesso tavolo possono convivere un giallo, una biografia, un fantasy e un classico russo.

La libertà di scelta elimina anche uno dei problemi più comuni dei gruppi di lettura: abbandonare l’incontro perché non si è terminato il volume stabilito. Qui non si può rimanere indietro e nessuno rischia interrogazioni sul capitolo finale.

iùIn un tempo pieno di notifiche, opinioni e conversazioni obbligatorie, incontrarsi per tacere diventa un gesto sociale. Ognuno entra nella propria storia, ma per un’ora nessuno legge davvero da solo.

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