Milioni di lettori hanno attraversato Venezia seguendo il commissario Guido Brunetti. Hanno percorso calli, preso vaporetti, osservato palazzi affacciati sui canali e conosciuto una città lontana dall’immagine da cartolina.
Per molti anni, però, quei lettori sono stati soprattutto stranieri.I romanzi di Donna Leon sono stati tradotti in decine di lingue, ma non in italiano. Non per una dimenticanza editoriale o per mancanza di interesse: è stata una scelta precisa dell’autrice.

Donna Leon e il desiderio di restare invisibile
Nata nel New Jersey il 28 settembre 1942, Donna Leon arriva a Venezia negli anni Ottanta e vi abita a lungo. La città diventa l’ambientazione principale della sua produzione letteraria.
Quando i libri del commissario Brunetti iniziano a ottenere successo internazionale, Donna Leon decide però di non autorizzarne la traduzione italiana.
La ragione era molto personale
In un’intervista a Publishers Weekly ha spiegato di voler continuare a condurre una “vita invisibile”. Poteva essere una scrittrice famosa in Germania, negli Stati Unitio in Francia, ma non desiderava essere riconosciuta mentre faceva la spesa o passeggiava per Venezia.
La mancata traduzione diventa così una sorta di confine tra la scrittrice internazionale e la sua vita quotidiana.
Guido Brunetti nasce alla Fenice
La storia del commissario Brunetti comincia quasi per caso.
Donna Leon si trova dietro le quinte del Teatro La Fenice quando una conversazione scherzosa sulla possibile morte di un direttore d’orchestra le suggerisce.l’idea per un romanzo.
Nasc così Death at La Fenice, pubblicato nel 1992. Il protagonista è Guido Brunetti, commissario veneziano colto, ironico e profondamente legato alla propria città. Intorno a lui Leon costruisce una serie destinata a raggiungere lettori in numerosi Paesi.
Venezia, nei suoi libri, è quella popolare, di uffici pubblici, aristocratici decaduti, burocrati, negozianti e funzionari. Le indagini affrontano temi come corruzione, ambiente, denaro, immigrazione e rapporti di potere.
Il delitto diventa spesso il punto di partenza per osservare ciò che accade dietro le facciate dei palazzi.

Un commissario veneziano diventato celebre soprattutto all’estero
Il successo internazionale di Brunetti ha prodotto una situazione quasi paradossale.
Un personaggio italiano, creato da una scrittrice americana, scritto in inglese e ambientato a Venezia è diventato particolarmente popolare fuori dall’Italia.
In Germania il fenomeno ha raggiunto dimensioni notevoli. Dal 2000 i romanzi sono stati trasformati in una lunga serie televisiva girata proprio a Venezia.
Sono nati anche itinerari turistici dedicati ai luoghi di Brunetti, frequentati da lettori che arrivano in città cercando ponti, ristoranti e campielli incontrati nei romanzi.
La Venezia che gli italiani dovevano leggere in un’altra lingua
Per decenni milioni di lettori stranieri conoscono Venezia attraverso Guido Brunetti, mentre gli abitanti della città possono incontrare quel personaggio solo leggendo in inglese o in un’altra lingua.
Ancora oggi la vicenda conserva qualcosa di sorprendente. Un turista può sedersi in un bar veneziano con un romanzo di Donna Leon e leggere di Brunetti che attraversa un ponte poco distante.
Accanto a lui, un veneziano può conoscere perfettamente quel ponte. Ma per leggere la stessa storia deve cambiare lingua.











