Biblioteca di Strahov a Praga: i libri custodiscono meraviglie

Biblioteca di Strahov sala teologica

A Praga c’è una biblioteca in cui un volume può contenere rami, foglie e radici. Il dorso è di corteccia, la copertina di legno: per conoscere un albero, si apre un piccolo campionario della sua stessa materia. Parliamo della Biblioteca di Strahov, e della sua xiloteca, realizzata intorno al 1825 che comprende 68 volumi dedicati ad altrettanti tipi di alberi.

Ogni contenitore utilizza il legno della specie rappresentata; il dorso conserva la corteccia, mentre all’interno sono raccolti campioni vegetali.

Ma la sua affascinante storia non finisce qui.

xiloteca
Xiloteca licenza CC

Biblioteca di Strahov un monastero tra il Castello di Praga e Petřín

La biblioteca appartiene al monastero di Strahov, vicino al Castello di Praga e alla collina di Petřín. Fondato nel XII secolo ospita ancora oggi una comunità di religiosi premostratensi. Il patrimonio librario comprende circa 200.000 volumi, distribuiti fra ambienti storici e depositi. Le due sale più celebri, la Teologica e la Filosofica, rappresentano momenti diversi della sua crescita.

Biblioteca di Strehov fronte Di VitVit - Opera propria, CC BY-SA 4.0,
Biblioteca di Strehov fronte Di VitVit – Opera propria, CC BY-SA 4.0,

La Sala Teologica: leggere sotto una volta dipinta

Realizzata negli anni Settanta del Seicento per iniziativa dell’abate Jeroným Hirnhaim, la Sala Teologica custodisce soprattutto opere religiose e numerose edizioni della Bibbia.

Gli affreschi di Siard Nosecký risalgono invece al successivo ampliamento settecentesco. Un dettaglio delle scaffalature rivela quanto l’ornamento avesse anche una funzione pratica: cartigli con immagini e iscrizioni indicavano le discipline dei libri sottostanti. Prima ancora di ammirare il soffitto, il lettore doveva potersi orientare fra gli scaffali.

Biblioteca di Strahov sala teologica
Biblioteca di Strahov sala teologica Di VitVit – Opera propria, CC BY-SA 4

La Sala Filosofica e il viaggio verso la conoscenza

La Sala Filosofica, costruita attraverso un progetto sviluppato fra il 1782 e il 1797, cambia completamente le proporzioni della visita. Le scaffalature salgono su due livelli e lo sguardo viene attirato verso il grande affresco di Franz Anton Maulbertsch, dedicato allo sviluppo spirituale dell’umanità.

L’ambiente misura circa 32 metri di lunghezza, dieci di larghezza e quattordici di altezza. Accanto alla filosofia trovano posto discipline come medicina, matematica, geografia e astronomia: una raccolta che restituisce l’ampiezza degli interessi coltivati nella biblioteca.

Anche l’accesso ai ripiani superiori nasconde un espediente curioso: le scale a chiocciola che conducono alla galleria sono celate negli angoli, dietro falsi dorsi di libri.

sala filosofica biblioteca strahov
sala filosofica biblioteca strahov licenza CC

Il gabinetto delle curiosità: la natura prima dei musei

Nel percorso compare il  nucleo del gabinetto delle curiosità che viene acquistato nel 1798 dagli eredi del barone Karl Jan Eben.

Queste collezioni, nate nel Rinascimento e considerate antenate dei musei moderni, accostano materiali differenti anche per suscitare meraviglia. A Strahov si incontrano reperti naturalistici, frutti in cera e oggetti ai quali il passato attribuiva proprietà straordinarie.

Fra questi figurano le cosiddette “pietre di rospo”: in realtà denti fossili di pesci del genere Lepidotus, ai quali venivano riconosciute capacità curative e la facoltà di reagire ai veleni.

Visitare la Biblioteca di Strahov: cosa sapere prima di acquistare il biglietto

La visita ordinaria non consente di entrare nelle due sale monumentali: si osservano dalle porte d’ingresso. Il percorso accessibile comprende il corridoio con il gabinetto delle curiosità e le esposizioni dedicate ai libri. La durata consigliata è di circa quaranta minuti.

Esistono visite guidate con accesso alle sale, ma richiedono una prenotazione anticipata e hanno disponibilità limitata.

La restrizione protegge libri, arredi e affreschi dalle variazioni di umidità e dalla polvere. Nel percorso sono inoltre presentati globi dal Seicento all’Ottocento e facsimili di preziosi manoscritti medievali.

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