Letture Ad Alta Voce: respiro condiviso e bussola per l’anima

LaAV, letture ad alta voce: libri pronti da leggere

Letture ad alta voce o meditazioni silenziose con un libro tra le mani?

Forse non c’è quel gran divario tra le due opzioni. E, sicuramente, la prima non potrebbe esistere se non si passa attraverso la seconda.

Spalancare una pagina, inseguire le parole nella propria mente significa partire per un viaggio. Se lo si fa ad alta voce, poi, si traccia una rotta per chi sta accanto e ascolta.

È questa l’intuizione alla base di LaAV (Letture ad Alta Voce), un progetto nazionale che, attraverso una rete invisibile da un capo all’altro dell’Italia, promuove l’idea della lettura come servizio e strumento di inclusione, trasformando un atto intimo in un potente rito collettivo.

LaAV, letture ad Alta Voce, un progetto nazionale dove il valore della lettura è strumento di inclusione
LaAV, letture ad Alta Voce, un progetto nazionale dove il valore della lettura è strumento di inclusione
(foto da FB)

Letture ad Alta Voce: LaAV a Torre Pellice e Pinerolo

All’interno di questa polifonia c’è la realtà di Torre Pellice a cui fa capo anche il gruppo di Pinerolo che per i lettori di quest’anno segue il suggestivo filo conduttore: Esploratori ed esploratrici del mondo e dell’anima.

Abbiamo partecipato a questi incontri e siamo ripartiti consapevoli che l’eco di questa voce cambia forma e continua a risuonare anche dopo, quando si torna a casa. In una quotidianità rumorosa, avere in regalo il fiato di chi racconta una storia è meraviglioso. L’energia si trasforma in un motore di ricerca per un altro viaggio, da condividere la prossima volta.

Letterature invisibili: libro con mappa
La Lettura ad Alta Voce fa viaggiare chi ascolta (foto di pubblico dominio)

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Paola Grand, coordinatrice del circolo locale di Torre Pellice dell’associazione LaAV, per capire come la silenziosa ricerca del brano giusto tra gli scaffali di casa riesca a trasformarsi in un respiro condiviso.

L’anima del gruppo LaAV di Torre Pellice

Cosa significa per voi fare rete e sentirvi parte di una voce corale che abbraccia più territori?

«L’anima del nostro gruppo è fatta di accoglienza e di fiducia. Non siamo persone che semplicemente leggono dei libri: siamo persone che scelgono di condividere parole e silenzi. Ognuno arriva con la propria storia, la propria sensibilità, il proprio modo di leggere, e tutto questo diventa una ricchezza comune.

Fare rete significa sapere che, mentre noi ci ritroviamo a Torre Pellice, in tanti altri luoghi ci sono altri lettori che stanno facendo la stessa esperienza. Sentirsi parte della LaAV vuol dire appartenere a una comunità molto più grande del proprio gruppo, una comunità che crede nel valore della lettura come dono gratuito.»

La lettura nasce come atto intimo e silenzioso.

C’è un istante preciso in cui si percepisce che state diventando una vera e propria comunità in ascolto?

«Sì. Succede quando termina la lettura e nessuno parla subito. C’è un momento di silenzio che non è imbarazzo, ma condivisione. In quel silenzio il testo continua a vivere dentro ciascuno di noi. È lì che sento nascere una comunità in ascolto: quando le parole hanno trovato posto dentro le persone e non c’è fretta di riempire quello spazio.»

Il filo conduttore di quest’anno per i lettori pinerolesi è Esploratori ed esploratrici del mondo e dell’anima

In che modo un tema prefissato aiuta a dare uno scopo e una direzione alla lettura dei partecipanti?

«Un tema è un invito a mettersi in cammino. Spinge a cercare libri che forse non avremmo aperto, ad andare oltre le proprie abitudini, a lasciarsi sorprendere. La ricerca del testo diventa già parte dell’esperienza. Ognuno percorre una strada diversa, ma tutti ci muoviamo nella stessa direzione, e questo rende gli incontri molto più ricchi.»

Letture Ad Alta Voce: un rito che scandisce il tempo

Ha notato come la ricerca del “brano perfetto” si trasformi in un motore vitale?

«Assolutamente sì. Nei giorni precedenti agli incontri arrivano messaggi, telefonate, consigli di lettura. Si sfogliano libri, si torna su testi letti molti anni prima, si va in biblioteca. Non è solo preparare una lettura: è coltivare una curiosità che continua a tenere viva la mente e il cuore. È bello vedere persone che aspettano l’incontro con entusiasmo e arrivano orgogliose del brano che hanno scelto.»

LaAV, si legge ad Alta Voce a tutte le età
LaAV, si legge ad Alta Voce a tutte le età
(Foto da FB)

Cosa appare negli occhi di queste persone quando condividono il testo che hanno preparato con tanta cura?

«Vedo emozione, ma anche un pizzico di timidezza. Perché quando si legge un testo scelto personalmente si offre qualcosa di sé. In fondo non si legge solo una pagina: si dice agli altri queste parole mi hanno toccata, vorrei condividerle con voi. È un gesto di fiducia reciproca.»

La LaAV è presente in molti contesti

Quando portate le vostre letture all’esterno, come cambia l’energia del gruppo?

«Ogni luogo ha un’atmosfera diversa. In una casa di riposo, in una biblioteca, in ospedale o durante una manifestazione pubblica cambiano il pubblico, i tempi, le emozioni. Ma resta sempre la stessa intenzione: offrire un momento di bellezza e di ascolto. Quando leggiamo fuori dal nostro gruppo sentiamo ancora di più la responsabilità e il privilegio di essere portatori di storie.»

LaAV, un momento di Letture ad Alta Voce per i più piccoli in una piazzetta di Pinerolo
LaAV, un momento di Letture ad Alta Voce per i più piccoli in una piazzetta di Pinerolo
(foto da FB)

Letture Ad Alta Voce: un lavoro invisibile di tessitura, legami umani e amicizie

È possibile che questi elementi siano la trama più bella che state raccontando?

«Credo che sia proprio così. I libri sono il punto di partenza, ma poi nascono relazioni autentiche. Ci si interessa gli uni agli altri, ci si sostiene nei momenti difficili, si festeggiano le gioie. La lettura crea una vicinanza che va oltre le parole. Forse il racconto più bello che stiamo scrivendo è proprio quello delle persone che imparano a conoscersi attraverso i libri.»

Da lettrice, come vive intimamente l’istante in cui prende la parola e la sua voce riempie lo spazio?

Ogni volta provo un’emozione particolare. Anche dopo tanti anni resta un momento delicato. Cerco di mettere da parte me stessa per lasciare spazio all’autore e alla storia. Quando questo accade davvero, la voce diventa uno strumento e il testo può raggiungere chi ascolta.

Leggere per gli altri costringe a rallentare, a dare peso ai respiri e alle pause

Questo esercizio ha cambiato il suo modo di vivere anche fuori dalle letture?

Sì, credo di sì. La lettura ad alta voce insegna ad ascoltare prima ancora che a parlare. Mi ha insegnato a rispettare i silenzi, a non avere sempre fretta di rispondere, a dare tempo alle emozioni. È una scuola di attenzione che entra anche nella vita quotidiana.

Come è nato il suo percorso nella LaAV e in che modo l’ha cambiata? 

Sono entrata nella LaAV perché amavo i libri e la lettura. Non immaginavo che avrei trovato molto di più. Ho scoperto quanto una voce possa creare legami e quanto la letteratura possa diventare un luogo d’incontro tra persone molto diverse.

In questi anni ho imparato ad ascoltare con maggiore profondità. Le storie degli altri, i testi scelti, le emozioni che emergono durante gli incontri mi hanno resa più attenta e più aperta. E vedo trasformazioni simili anche negli altri partecipanti. Persone che inizialmente parlavano poco acquistano sicurezza; altre scoprono autori nuovi, si mettono in gioco, trovano il coraggio di leggere davanti a un pubblico. La lettura ad alta voce non cambia soltanto il modo di leggere: cambia, poco alla volta, anche il modo di stare insieme.

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