Nel 1819 compare nelle librerie un racconto destinato a cambiare per sempre l’immagine del vampiro. Il dettaglio più curioso è però un altro: il nome dell’autore era sbagliato. The Vampyre è pubblicato il 1° aprile 1819 sul New Monthly Magazine con l’indicazione “A Tale by Lord Byron”, scritto da Lord Byron. Il vero autore invece era John William Polidori, giovane medico e scrittore inglese che per alcuni mesi era stato il medico personale del celebre poeta.
Polidori protesta e Byron negò pubblicamente di aver scritto il racconto, ma il nome più famoso aveva ormai iniziato a viaggiare insieme al vampiro. La storia è ancora più sorprendente perché conduce a una delle estati più leggendarie della letteratura.

John Polidori, Byron e l’estate di Villa Diodati
Nel 1816 Polidori ha appena vent’anni quando accompagna Lord Byron in Svizzera. Sul lago di Ginevra il poeta soggiorna a Villa Diodati, frequentata da Percy Bysshe Shelley, Mary Godwin, la futura Mary Shelley autrice di Frankenstein e Claire Clairmont.
Durante quelle giornate il gruppo legge racconti fantastici e nasce la sfida di provare a scrivere ciascuno una storia di fantasmi. Mary comincia a immaginare ciò che sarebbe diventato Frankenstein, pubblicato nel 1818. Byron inizia invece un racconto rimasto incompiuto, oggi conosciuto come Fragment of a Novel, nel quale compariva il misterioso Augustus Darvell. Da quella stessa esperienza sarebbe arrivato, per una strada più tortuosa, anche il vampiro di Polidori.
Una chicca da lettori: le vicende di Villa Diodati, avvenute nel giugno del 1816, sono alla base del soggetto del film Gothic (1986), diretto da Ken Russell. E, le medesime vicende sono raccontate anche in The Haunting of Villa Diodati (2020), ottavo episodio della dodicesima stagione della serie di fantascienza britannica Doctor Who.

Lord Ruthven: il protagonista di The Vampyre che assomigliava troppo a Byron
Il protagonista di The Vampyre si chiama Lord Ruthven. È aristocratico, affascinante, enigmatico, capace di muoversi perfettamente nell’alta società e altrettanto capace di distruggere le persone che cadono nella sua orbita. Qui Polidori compie una trasformazione decisiva.
Il vampiro esisteva già nel folklore europeo ed era già apparso in poesia e in altri testi. Ma con Lord Ruthven smette di essere soprattutto una creatura mostruosa proveniente dalla tomba e diventa un predatore elegante e seducente, riconoscibile sotto abiti impeccabili. E proprio dalla pubblicazione di The Vampyre nel 1819 i critici fanno partire le origini della narrativa vampirica inglese moderna.
Persino il nome Ruthven contiene una frecciata letteraria. Nel 1816 Lady Caroline Lamb, ex amante di Byron, aveva pubblicato il romanzo Glenarvon, trasformando il poeta in un personaggio mascherato chiamato Clarence de Ruthven, conte di Glenarvon. Polidori recupera quel cognome e lo consegna al suo vampiro. Per i lettori dell’epoca il riferimento a Byron poteva essere difficile da ignorare.

The Vampyre, errore editoriale o errore voluto?
Quando il New Monthly Magazine presenta il racconto come opera di Byron, l’equivoco sembra quindi quasi plausibile. Il mese successivo Polidori scrive alla rivista per rivendicarne la paternità. Ammette che l’idea di partenza proveniva da Byron, ma precisa che lo sviluppo della storia era suo. Byron, da parte sua, respinge l’attribuzione.
Resta il dubbio che si sia trattato di un semplice errore: associare a un racconto gotico il nome di una celebrità scandalosa e popolarissima come Byron aveva evidenti vantaggi commerciali. La documentazione conservata sulle prime edizioni mostra comunque che le ristampe successive eliminano il suo nome e riconoscono quello di Polidori.

Settantotto anni prima di Dracula
Quando Bram Stoker pubblica Dracula nel 1897, sono trascorsi 78 anni da The Vampyre. Nel frattempo la figura inventata da Polidori aveva prodotto imitazioni, adattamenti teatrali e nuovi discendenti letterari, passando attraverso opere come Varney the Vampire e Carmilla di Sheridan Le Fanu. La genealogia fondamentale della narrativa vampirica ottocentesca porta infatti da Polidori fino a Stoker
John Polidori, nato il 7 settembre 1795, muore nel 1821 a soli 25 anni. A 231 anni dalla sua nascita, il paradosso rimane irresistibile: l’uomo che contribuì a inventare uno dei personaggi più longevi della cultura popolare rischia di essere cancellato proprio dal nome della celebrità che gli aveva fornito l’ispirazione.










