Il Natale è un tema caro a chi scrive e può essere sviluppato all’interno di ogni genere letterario.
Ormai da qualche settimana, sugli scaffali delle librerie hanno fatto la loro comparsa le copie dei classici dedicati a questo periodo: raccolte di racconti e romanzi che è sempre piacevole rileggere.
Le 10 specialità di un menu letterario
Usciamo però dalla libreria e avviamoci insieme verso un ristorante, ben coperti perché la serata è particolarmente fredda. Ora siamo seduti al tavolo, in una zona tranquilla del ristorante. Luci soffuse, tovaglie candide, una delicata musica in sottofondo, un cameriere dallo stile impeccabile ci porta, una alla volta, le specialtà del menu: un titolo a tema natalizio e la preparazione gastronomica o la bevanda abbinata affinché si possano gustare appieno le storie, i profumi e le suggestioni che gli accostamenti riescono a suscitare.
L’ordine delle portate è stabilito dallo chef, e non ci permetteremmo mai di sovvertirlo!

1) I figli di Babbo Natale – Italo Calvino
Marcovaldo, travestito da Babbo Natale, si fa accompagnare dai suoi figli durante le consegne dei regali aziendali e scopre che i veri bambini poveri sono quelli che non hanno amici con cui giocare.
È speciale perché: le ultime righe del racconto sul Natale più consumistico di sempre ci offrono un’immagine poetica difficile da dimenticare.
Il menu: la città in cui vive Marcovaldo sembra proprio essere Torino, si inizia con tre tipici antipasti piemontesi: insalata russa, vitello tonnato, tomini elettrici (formaggio fresco di piccole dimensioni cosparso di abbondante olio, origano o prezzemolo e peperoncino).
2) Dono di Natale – Grazia Deledda
La scrittrice premio Nobel 1926, della quale nel 2026 si celebrano i novant’anni dalla scomparsa, ci racconta un Natale degli inizi del Novecento visto con gli occhi dei bambini. L’attesa, il profumo dei dolci, le tradizioni, la gioia della festa nel piccolo paese, un fidanzamento e, proprio a mezzanotte, l’arrivo di un dono misterioso.
È speciale perché: si può tornare indietro nel tempo e recuperare un’autenticità che riscalda il cuore.
Il menu: ecco un piatto della vigilia, i culurgiones sono ravioli dalla forma ovale con un ripieno di patate, menta e pecorino, serviti con la salsa di pomodoro.

3) La favola di Natale – Giovannino Guareschi
Il papà di Albertino è in un campo di prigionia, la sua sedia è vuota alla tavola della vigilia. Il ragazzino, per incontrarlo, intraprende un lungo cammino avventuroso, incontra animali amici e inquietanti figure, e riesce a trascorrere la notte di Natale con il suo papà, in un bosco creato dal desiderio di vedere le persone care. Giunge il momento di salutarsi, il papà di Albertino deve ritornare al suo destino di prigioniero.
È speciale perché: è una storia in cui il lieto fine giungerà, forse, nel futuro.
Il menu: gli anolini in brodo, tipici dell’Emilia-Romagna, sono un altro primo della cena del 24 dicembre. Cappelletti di piccole dimensioni ripieni di carne o formaggio e cotti in abbondante brodo di carne.
4) Il dono – Ray Bradbury
2052, il giorno prima di Natale. Una famiglia è in partenza verso il pianeta Marte. I doni e l’albero, a causa del peso, sono rimasti al banco della dogana. Cosa si può fare all’interno di un’astronave che viaggia nel mezzo del nulla per non deludere le aspettative del proprio figlio?
È speciale perché: il Natale per i bambini è gioia e stupore, anche nello spazio.
Il menu: piatto forte della tradizione americana, il tacchino ripieno di carne, salsiccia e castagne, cotto al forno, viene portato trionfalmente in tavola e tagliato dal padrone o dalla padrona di casa. I suoi avanzi rielaborati vengono consumati anche nei giorni successivi al Natale.

5) Il libro di Natale – Selma Lagerlöf
Le tradizioni del nord Europa diventano, tra le mani della scrittrice premio Nobel 1909, storie ispirate alle fiabe popolari oppure vicende umane e complicate che trovano, con l’aiuto della buona volontà, quasi sempre una via d’uscita. Otto racconti che risplendono alla luce del camino e si ammantano dell’oscurità della notte scandinava.
È speciale perché: con stile semplice e avvincente descrive le variegate atmosfere del Natale.
Il menu: un ricco buffet natalizio che sostituisce il pranzo, è il julbord svedese che comprende piatti caldi e freddi tra i quali aringhe, piccole salsicce, prosciutto al forno, salmone marinato o affumicato, le celebri polpette svedesi e poi patate e cavoli, formaggio, pane imburrato, stoccafisso e ancora insalate di varia composizione.
6) Lettere da Babbo Natale – J. R. R. Tolkien
E se fosse Babbo Natale a scrivere ai bambini? È quello che è accaduto per più di vent’anni ai figli di Tolkien che, ogni 25 dicembre, hanno ricevuto, tramite la Posta Polare, le lettere, le poesie e i disegni che Tolkien ha creato per loro. Testi e immagini sono stati raccolti in un libro pubblicato per la prima volta nel 1976.
È speciale perché: è un regalo dal valore inestimabile, ricco di tenerezza e affetto paterno.
Il menu: il cibo degli elfi creato da Tolkien si chiama lembas, detto anche “pan di via”. Si tratta di sfoglie sottili e scure cotte al forno, croccanti, dolci e nutrienti. Lo chef ritiene che i lembas siano perfetti anche sulla tavola di Natale.

7) Il sarto di Gloucester – Beatrix Potter
Un progetto ambizioso rischia di fallire per colpa di una matassina di filo e di un brutto raffreddore. Nella notte di Natale gli animali si parlano e agiscono, e fanno all’abile ma sfortunato sarto un dono che gli assicurerà un futuro dorato.
È speciale perché: scopriamo che a Natale anche i nemici si guardano con occhi diversi e possono lavorare insieme per fare del bene.
Il menu: dal sapore dolce e speziato, il pan di zenzero di Grasmere è una via di mezzo tra la torta e il biscotto. La ricetta che conosciamo fu creata nel 1854 dalla cuoca Sarah Nelson. Oggi la sua casa è diventata il Grasmere Gingerbread Shop.
8) Un Natale di Maigret – Georges Simenon
Si può indagare senza quasi uscire di casa? Maigret ci riesce, con l’aiuto del suo grande intuito e della profonda conoscenza dell’animo umano, del telefono e della sua squadra di valenti collaboratori. Componenti principali: un inquietante Babbo Natale, una bambola, l’infinita pazienza della signora Maigret.
È speciale perché: è un giallo in vestaglia e pantofole che si svolge in una sola giornata.
Il menu: in Francia si chiama bûche de Noël, in Italia tronchetto di Natale ed è un dolce arrotolato e ripieno di crema che si rifà alla tradizione del ceppo natalizio. Ha la forma di un tronco d’albero, è ricoperto di glassa o di crema al cioccolato sulla quale vengono riprodotte le venature della corteccia.

9) Il Natale di Tilly – Louisa May Alcott
Tilly è una bambina povera ma dalla speranza sconfinata. Un uccellino ferito di cui si prende cura diventa il suo regalo, e la bontà di un vicino trasforma, per Tilly e per la sua mamma, la mattina di Natale in un momento incantato e ricco di gioia.
È speciale perché: ci ricorda che esistono persone di cuore la cui generosità non ha bisogno di riconoscenza.
Il menu: latte, brandy, rum, panna fresca, spezie, zucchero e uova. Ecco l’eggnog, bevanda densa e corroborante che si serve dal giorno del Ringraziamento fino al termine del periodo natalizio sia a fine pranzo sia come intermezzo pomeridiano.
10) L’avventura del dolce di Natale – Agatha Christie
L’investigatore belga più amato si ritrova a fare i conti con la neve della la campagna inglese, un enorme rubino scomparso, il Christmas pudding e con un delitto molto particolare. “Tutto sommato ho trascorso un ottimo Natale” ammetterà tra sé Hercule Poirot.
È speciale perché: in poche pagine, ma con il giusto ritmo, si assaporano le tradizioni dei tempi andati, qualche tocco di modernità (siamo negli anni Sessanta) e di elegante umorismo.
Il menu: nel racconto troviamo l’elenco degli ingredienti del Christmas pudding e degli oggetti-simbolo che vengono messi nell’impasto a base di frutta secca e candita, uova, spezie e liquore.
Il nostro speciale menu letterario termina con un fuori programma.

11) La diligenza a dodici posti – Hans Christian Andersen
Nella notte di san Silvestro alcuni passeggeri, al termine del loro viaggio, scendono da una diligenza e si presentano uno a uno alla sentinella di guardia alla porta della città. Il loro passaporto dura un mese soltanto.
È speciale perché: Andersen dà un aspetto e un carattere ai dodici viaggiatori che anche noi ci apprestiamo a incontrare.
Il fuori programma: per riscaldarsi prima di rientrare a casa nella fredda notte d’inverno, quello che ci vuole è un buon bicchiere di glogg, bevanda tradizionale danese, molto simile al vin brulé, che si consuma bollente e contiene vino rosso, chiodi di garofano, cannella, uvetta, mandorle e un tocco di acquavite.










