Námas-Te di Michele Antonio Grigato: poesia tra spiritualità, quotidiano e ricerca interiore

namas-te copertina con atmosfera zen

Cosa succede quando la poesia smette di essere solo parola e diventa pratica?
La risposta arriva con Námas-Te, la nuova raccolta di Michele Antonio Grigato, pubblicata da Set Art nel 2025: un libro che attraversa il tempo, mescola linguaggi e prova a tenere insieme due poli apparentemente opposti: il quotidiano più concreto e la ricerca spirituale più profonda. Una silloge che è un percorso. Un viaggio poetico tra passato, presente e futuro che unisce bar, chakra e coscienza.

Namas-Te, Un libro diviso in quattro direzioni e un’unica traiettoria

La struttura è chiara e dichiarata fin dall’inizio: Passato, Presente, Futuro, Pratiche. Non si tratta di una suddivisione estetica, ma di una architettura di senso. Grigato costruisce un viaggio che parte dalla memoria, attraversa il presente e si apre a una dimensione simbolica e spirituale, per poi approdare a qualcosa di più concreto: una pratica, appunto. La poesia qui non è solo espressione. È trasformazione.

cover namas-te

Il presente: tra alienazione e consapevolezza

È nella sezione del Presente che il libro mostra uno dei suoi volti più incisivi. La poesia Scrivo di pensieri da Bar è un esempio perfetto: pochi versi bastano a restituire un’intera condizione esistenziale.

“Sgranocchio vita e minuti”

Una frase semplice, quasi colloquiale, ma capace di colpire con precisione. Il tempo consumato, la vita ridotta a gesto automatico, l’aperitivo che diventa rito inconsapevole. E poi la stoccata finale: un’umanità sempre connessa, ma sempre più distante da sé. Grigato osserva il presente senza filtri, senza abbellimenti. E lo fa con una scrittura che sa essere diretta, concreta, perfino ironica, mai superficiale.

Dal reale al simbolico: chakra, numeri e visioni

Dopo averci immersi nel quotidiano, Námas-Te compie un salto. Ma non è un salto nel vuoto: è un passaggio. Nella sezione del Futuro, infatti, la poesia si apre a un universo simbolico fatto di: chakra, energia, numerologia, riferimenti alla Kabbalah.

Qui il linguaggio cambia, si espande, diventa più evocativo. Eppure non perde coerenza. Ciò che interessa all’autore non è spiegare il mistero, ma attraversarlo. Il risultato è una poesia che oltre a “dire”, prova a far vivere un’esperienza.

La poesia come pratica e non solo come lettura

La vera chiave del libro, però, arriva nell’ultima sezione: Pratiche. È qui che Námas-Te rivela la sua natura più profonda.
La poesia diventa gesto, esercizio, possibilità di cambiamento. Nello stesso tempo testo da leggere e spazio da abitare. E in questo passaggio si capisce anche il senso del titolo: un invito, un’apertura, un riconoscimento reciproco tra chi scrive e chi legge.

Michele Grigato autore del libro Namas-Te
Michele Grigato, foto courtesy by M. Grigato

 

Una poesia che vive anche fuori dalla pagina

Il percorso di Grigato non si esaurisce nel libro. La sua attività nel movimento Rinascimento Poetico, che promuove la diffusione della poesia in Italia e all’estero, racconta molto del suo approccio: la poesia come esperienza condivisa, come incontro, come voce.E questo si sente.
Námas-Te è un libro che sembra chiedere di essere letto ad alta voce, portato in scena, vissuto.

Una raccolta imperfetta, ed è il suo punto di forza

Non tutto in Námas-Te è lineare, e per fortuna. La raccolta cambia registro, alterna stili, attraversa linguaggi diversi. Questa irregolarità la rende viva. È una poesia in movimento, che non cerca la perfezione ma la verità, è una lettura che lascia qualcosa. Non è poesia obsoleta ma parla di un presente reale. Mette in dialogo spiritualità e quotidianità.  Non necessariamente una certezza, ma una direzione.

E oggi, forse, è già molto.

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