Il ruolo delle donne nella Resistenza italiana è stato fondamentale. Anche se il loro impegno non ha avuto un degno riconoscimento nel secondo dopoguerra, non si può ignorare il fatto che in 70.000 scelgono di partecipare alla rifondazione democratica del nostro Paese. Dopo l’armistizio del 1943, infatti, operaie, intellettuali, borghesi e contadine contribuiscono attivamente al movimento di liberazione. Spesso rischiando la vita in prima persona. Tra queste Fausta Cialente.

Libri, Donne e Resistenza
Prima di addentrarci nella sua storia è utile dire che della militanza femminile nella Resistenza restano poche testimonianze anche nei libri. A parte qualche sparuta eccezione – come “L’Agnese va a morire” (1949) di Renata Viganò e il “Diario partigiano” (1956) di Ada Gobetti –, la narrativa italiana spesso ha ignorato le protagoniste di questo importante capitolo storico.
A onor del vero, in anni più recenti, la giornalista Benedetta Tobagi è tornata sull’argomento con un saggio pubblicato da Einaudi nel 2022: “La resistenza delle donne”. Ma si tratta comunque di un caso isolato che solo parzialmente rende giustizia alle gesta delle partigiane.

Fausta Cialente, una partigiana ante litteram
Tra le tante storie che reclamano ancora visibilità quindi, c’è quella di Fausta Cialente, scrittrice di origini triestine, vissuta tra il 1898 e il 1994. All’epoca della seconda guerra mondiale, Cialente vive ad Alessandria d’Egitto, dove si è trasferita nel 1921 in seguito alle nozze con il compositore e musicologo Enrico Terni.
Cialente e il marito fanno parte della cosmopolita comunità che anima la vita culturale della colonia inglese nel primo Novecento. Prima e durante il conflitto la loro casa diventa un punto di riferimento per il movimento antifascista, finendo così nel mirino delle autorità del consolato italiano.

Radio Cairo la forza delle parole
Quando l’Italia entra in guerra, Fausta Cialente è già una scrittrice nota e reclutata dai funzionari del British Ministry of Information per curare e coordinare la propaganda di informazione e agitazione antifascista in lingua italiana.
Dal 21 ottobre 1940 al 14 febbraio 1943, quindi, è corrispondente presso l’emittente britannica Radio Cairo di una trasmissione dedicata agli Italiani della colonia e ai sempre più numerosi prigionieri militari.
In una fase in cui il regime fascista è ancora saldamente al potere, ogni giorno la giornalista invita gli ascoltatori alla pratica del sabotaggio e della contropropaganda con uno dei primi programmi di rieducazione democratica e civile.

Dal microfono alla carta stampata
Di questa esperienza resta una prima traccia tra le pagine del suo ultimo romanzo, Le quattro ragazze Wielselberger, un memoir sulla vita dell’autrice che comincia rievocando la storia della sua famiglia materna. Nel libro, premiato con lo Strega nel 1976, Cialente scrive:
- «[…] accettai subito (l’offerta degli Inglesi perché, nda.) lo sentii come un preciso dovere. Era un’arma che la sorte mi poneva in mano e con quell’arma, astuzia aiutando, sul fascismo avrei finalmente sparato anch’io […] Non ero più una scrittrice […] mi sembrava che non avrei più potuto “inventare storielle”, la crudeltà della guerra mi faceva vedere questo come la cosa più inutile del mondo».
Le trasmissioni alla radio si concludono nel 1943, con lo sbarco degli Alleati nell’Italia del sud, ma Fausta Cialente porta avanti il suo impegno dal Cairo, fondando e dirigendo Fronte Unito, un giornale destinato ai prigionieri italiani che termina le pubblicazioni nel 1947.

Il diario di guerra
Durante la guerra e la resistenza Fausta Cialente non scrive altri romanzi o racconti, preferendo dedicarsi alla stesura di un diario perché, come dichiara lei stessa in alcune interviste, sente il dovere di documentare anni tanto complicati.
Il suo Diario di guerra – nove quaderni composti in Egitto fra il febbraio del 1941 e il luglio del 1947 – oggi è conservato presso il Centro manoscritti dell’Università di Pavia e costituisce una fonte storica d’inestimabile valore. Ma, soprattutto, ci ricorda che le donne hanno dato un apporto fondamentale alla rivolta contro il nazifascismo anche attraverso i loro scritti. A dimostrazione del fatto che, spesso, le parole possono essere più efficaci delle armi.
PER UN ULTERIORE APPROFONDIMENTO
Per chi volesse saperne di più, segnaliamo un paio di pubblicazioni accademiche sull’argomento:
• Radio Cairo. L’avventurosa vita di Fausta Cialente in Egitto di Maria Serena Palieri (Donzelli, 2018)
• La scrittura necessaria, una rilettura critica del diario di guerra di Fausta Cialente a cura di Emmanuela Carbé (Artemide, 2021)
Fausta Cialente
Fausta Cialente (Cagliari, 25 febbraio 1898 – Pangbourne, 12 marzo 1994) è stata una scrittrice, giornalista e traduttrice italiana. Considerata una delle principali figure del femminismo moderno in Italia, ha vinto il Premio Strega nel 1976 con il romanzo Le quattro ragazze Wieselberger.











