La chimera di Sebastiano Vassalli: la storia di Antonia, la strega di Zardino

La Chimera di Sebastiano Vassalli

«Gli edifici crollano e vengono ricostruiti, le città muoiono e le montagne sprofondano. Solamente la parola, di tanto in tanto, riesce a darci un’illusione d’immortalità che contrasta con tutto ciò che vediamo e conosciamo e con la nostra stessa ragione». Ecco qual è, secondo Sebastiano Vassalli, il vero miracolo di cui è capace la letteratura fin dai tempi di Omero. «L’arte del racconto – sosteneva lo scrittore novarese – non può morire, perché è vita che rimane impigliata in una trama di parole. Vita che vive al di fuori di un corpo e quindi anche al di fuori del tempo». E tutte le storie che Vassalli ha raccontato ne sono la dimostrazione.

copertina del libro la chimera

La chimera: la vita di Antonia Spagnolini

Succede anche con LA CHIMERA, uno dei suoi romanzi più riusciti e tradotti, pubblicato da Einaudi e vincitore del Premio Strega nel 1990. Questo libro, infatti, riporta alla luce la tragica vita di Antonia Spagnolini, “la strega di Zardino”, torturata e poi bruciata sul rogo nell’anno del Signore 1610. Una vicenda oggettivamente eclatante, ma che oggi sarebbe dimenticata se Vassalli non avesse deciso di farla rivivere in questo romanzo storico, che da oltre trent’anni conquista i lettori di tutto il mondo.

strega protagonista di la chimera nel dipinto The Magic Circle (1886) di John William Waterhouse
The Magic Circle (1886) di John William Waterhouse – pubblico dominio

Gli atti del processo e il Tribunale dell’Inquisizione

I fatti, di cui l’autore diventa un attento cronista ne La chimera, sono realmente accaduti tra il XIV e il XV secolo a Zardino, un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie della pianura della provincia di Novara, di cui oggi non resta più traccia. Ciò che invece resiste alla prova del tempo sono gli atti del processo per stregoneria intentato nei confronti di Antonia da parte del Tribunale della Santa Inquisizione.

Difatti, nonostante il Seicento sia stato un secolo di importanti scoperte scientifiche, la Chiesa ha continuato ad alimentare pregiudizi e false credenze per fomentare un clima sociale dominato dalla paura e dalla diffidenza.

Simbolo dell'Inquisizione
Simbolo dell’Inquisizione – foto pubblico dominio

L’identikit della strega

Negli anni della Controriforma, infatti, la caccia alle streghe si intensifica esasperando la misoginia di una società che da sempre considera la donna un essere umano di serie B. Per essere additata come strega, basta essere una donna particolarmente bella, colta o anticonformista: agli occhi dell’opinione pubblica, ciascuna di queste qualità è una prova più che sufficiente per stabilire che c’è di mezzo l’opera del demonio. E che la donna in questione si incontra con lui in occasione dei sabba, cioè durante dei raduni notturni caratterizzati da riti blasfemi, orge e pratiche magiche.

Una guida per i frati Inquisitori

Dai primi sospetti al processo vero e proprio, il passo poi è breve anzi, brevissimo, dato che le cause scatenanti possono essere davvero risibili, da un prolungato periodo di siccità a una lite tra vicini di casa. Durante gli interrogatori, inoltre, le presunte streghe vengono sottoposte a una serie di torture come prescritto dal Malleus MaleficarumIl martello delle streghe, un famoso trattato in latino redatto per reprimere qualsiasi forma di eresia.

Pubblicato per la prima volta nel 1487, è scritto da due predicatori domenicani, Heinrich Krämer e Jakob Sprenger, su invito di papa Innocenzo VIII, e in epoca moderna diventato un bestseller di cui sono state date alle stampe più edizioni.

Goya, dipinto Scena da una Inquisizione
Goya, Scena da una Inquisizione – pubblico dominio

L’attualità e la necessità di un capro espiatorio

Gli atti dei processi per stregoneria, da cui La Chimera prende le mosse, sono quindi una preziosa fonte storica, ma presentano anche aspetti di sconcertante attualità. Lo ha spiegato bene la storica Michela Ponzani in un podcast dedicato alla caccia alle streghe: «Grazie a questi documenti – afferma  – possiamo comprendere come e perché chi detiene il potere s’inventa un nemico, un capro espiatorio a cui addossare tutti i mali di una comunità o di una nazione. Si tratta di un format tristemente noto, che crea emarginazione e di cui nel corso dei secoli abbiamo avuto vari esempi».

A questa stessa pratica fa riferimento Niccolò Machiavelli nel Principe quando scrive: «Se in tempi di crisi ci si fa guidare dalla pazzia più che dall’etica o dalla ragione, il potere, qualsiasi potere, diventa arbitrario. E quindi può trasformarsi in tirannia e creare dei mostri. E l’invenzione del nemico è il primo passo per giustificare la limitazione della libertà».

Il papa e l'inquisitore, di Jean-Paul Laurens, 1882, Musée des Beaux-Arts (Bordeaux)
Il papa e l’inquisitore, di Jean-Paul Laurens, 1882, Musée des Beaux-Arts (Bordeaux) – pubbico dominio

Sebastiano Vassalli (1941-2015)

È stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Viaggiatore nel tempo (come recita il sottotitolo di un suo libro), autore di romanzi storici che ambienta in periodi e luoghi diversi d’Italia. Socio onorario del Centro novarese di studi letterari, candidato al premio Nobel per la letteratura nel 2015, è insignito del premio Campiello postumo alla carriera nel settembre 2015.

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