Rudyard Kipling 90 anni dopo: curiosità e segreti sul genio del Libro della giungla

Screenshot del film Il libro della giungla Fonte BD Data 14 novembre 2021 Autore OswaldLR Detentore del copyright The Walt Disney Company

Il 18 gennaio 1936 si spegneva a Londra Joseph Rudyard Kipling, ma le sue storie continuano. A 90 anni dalla sua morte, il mondo ricorda l’autore del Libro della Giungla come un narratore visionario, capace di trasformare l’India coloniale in un palcoscenico epico. E dato che il libro in qualche modo lo conosciamo tutti, o per averlo letto o per aver visto il cartone animato, vogliamo raccontarvi questo autore con curiosità e dettagli che in pochi conoscono. Insomma addentrarci nella giungla del poco noto.

Iniziamo così. Kipling deve il suo nome al Rudyard Lake, nello Staffordshire, dove i suoi genitori si conoscono e si innamorano. Un dettaglio poetico che anticipa la sua vocazione narrativa: persino il nome è una storia d’amore.

Joseph Rudyard Kipling Premio Nobel per la letteratura 1907
Joseph Rudyard Kipling Premio – foto pubblico dominio

Rudyard Kipiling, il Nobel più giovane e un po’ ribelle

Nel 1907 Kipling diventa il primo autore di lingua inglese a vincere il Nobel per la Letteratura e anche il più giovane di sempre. Ha solo 41 anni. Ma attenzione: rifiuta più volte il titolo di cavaliere e la carica di Poeta Laureato. Un anticonformista nell’era vittoriana.

Mowgli? Prima adulto, poi bambino

Il celebre “cucciolo d’uomo” non nasce come bambino. La prima apparizione di Mowgli è nel racconto Nel rukh (1893), dove è un giovane funzionario forestale. Solo dopo Kipling decide di raccontarne l’infanzia nella giungla. “Mowgli” non significa nulla in nessuna lingua: Kipling lo inventa, cercando solo una sonorità che ricordi “cow” (mucca). Un esempio di creatività pura.

 

copertina dell prima edizione de Il libro della giungla di Rudyard Kipling
copertina della prima edizione de Il libro della giungla – pubblico dominio

Insonnia creativa

Molti racconti del Libro della Giungla nascono durante le lunghe notti di insonnia di Kipling, quando passeggia ai margini della giungla indiana. Da quelle camminate nasce un mondo popolato da lupi, tigri e orsi parlanti.

Disney trasforma il Libro della Giungla in un cult nel 1967, ma pochi sanno che i quattro avvoltoi del film sono disegnati per assomigliare ai Beatles, che avrebbero dovuto doppiarli. Come sapete non se ne farà niente, nell ambiente è nota la brutta reazione di John Lennon, ma sarebbe stato un colpo da super maestro dell’audience.

Rudyard Kipling's Mowgli by American illustrator Jessie Willcox Smith, for the cover of Good Housekeeping Magazine, vol. 77, october 1923.
Rudyard Kipling’s Mowgli by American illustrator Jessie Willcox Smith, for the cover of Good Housekeeping Magazine, vol. 77, october 1923. immagine pubblico dominio

Ombre e contraddizioni

Kipling è stato definito “cantore dell’Impero britannico”, ma le sue posizioni sull’imperialismo sono ancora oggi oggetto di dibattito. Alcuni lo accusano di colonialismo e razzismo, altri ne difendono la complessità. Un autore che divide, ma non smette di far discutere.

Contrariamente a quanto si pensa, le storie di Kipling non parlano di lotta per la sopravvivenza, ma di legge, appartenenza e rispetto delle regole. Un messaggio attualissimo fatto di specchi di identità, libertà e moralità. Un autore che racconta i conflitti tra natura e civiltà, tra appartenenza e solitudine districandosi tra innumerevoli liane.

E per chi non è ancora sazio entriamo ancora di più nella giungla delle curiosità e dei segreti.

copertina videocassetta VHS del libro della giungla
immagine M. Col

10 Curiosità Extra su Rudyard Kipling

  1. Fan dei viaggi estremi. Kipling  nella sua vita visita Sudafrica, Canada, Giappone e Stati Uniti, dove diventa amico di Mark Twain.
  2. Un matrimonio lampo. Si sposa con Caroline Balestier dopo un fidanzamento di appena 13 giorni
  3. Il primo “influencer” letterario. Kipling è tra i primi autori a guadagnare cifre astronomiche per i suoi racconti: fino a 250 sterline a pezzo.
  4. Amore per le macchine. Ossessionato dalle automobili e dalle tecnologie moderne, tanto da scrivere saggi sul progresso.
  5. Un poeta “bellico”. Durante la Prima Guerra Mondiale scrive versi patriottici, ma la morte del figlio Jack lo segna profondamente.
  6. Il suo motto? “God of Things as They Are” – Dio delle cose come sono. Una frase che racchiude la sua filosofia pragmatica.
  7. Un autore tradotto ovunque. Le sue opere sono state tradotte in oltre 50 lingue, dal giapponese all’urdu.
  8. Amico dei grandi. Tra i suoi conoscenti figurano Henry James e Arthur Conan Doyle.
  9. Un carattere difficile. Noto per essere schivo e poco incline alle interviste, preferisce la solitudine alla mondanità.
  10. Un epitaffio memorabile. Sulla sua tomba a Westminster Abbey si legge: “He gave the English tongue new tunes.” – Ha dato alla lingua inglese nuove melodie.
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